L’impianto potrebbe chiudere per mancanza di materie prime e ciò comporterebbe gravissimi rischi per la sicurezza. È quanto sostiene il presidente Bruno Ferrante, che lancia un allarme con una lettera inviata alla magistratura. L’applicazione delle disposizioni dei Custodi giudiziari, in ordine allo scarico delle materie prime al porto di Taranto, causa il pericolo che si fermino “tutti gli impianti dell’area a caldo dello stabilimento” con gravissimi rischi per la sicurezza. Lo stop forzato dovuto alla mancanza di materia prime (i Custodi impongono uno stoccaggio massimo di 15 giorni)comporterebbe una fermata non in sicurezza con conseguente “esposizione a gravissimi rischi di incidente rilevante e danni irreparabili agli impianti”.
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