A pagare saranno i messinesi. E le spie sono sempre più in rosso. MessinAmbiente ha comunicato che anche il secondo fornitore di carburante, dopo che il primo aveva già tagliato i ponti con la società di via Dogali per i troppi crediti vantati, ha deciso di interrompere i rapporti e quindi la fornitura di gasolio. MessinAmbiente non paga, non può permettersi il gasolio e si rischia il fermo totale dei mezzi e, di conseguenza, della raccolta dei rifiuti.
Intanto i lavoratori sono in agitazione e chiedono il pagamento dello stipendio di settembre e preannunciano azioni di lotta. Una situazione tesa, col Comune che non sa più come fronteggiare le enormi carenze di cassa. L’ultima direttiva del ragioniere generale di Palazzo Zanca, Ferdinando Coglitore, impegnato nel far quadrare i conti per predisporre il bilancio di previsione, è di aumentare le tariffe relative ai servizi pubblici “a domanda individuale”, una volta accertato che il Comune è ente “strutturalmente deficitario”. Tra questi servizi rientrano le case di riposo, gli asili nido, le piscine i campi da tennis, i mercati, le mense scolastiche, i parcheggi, gli auditorium e altre strutture pubbliche.
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