Tutta colpa del decreto ingiuntivo che ha immobilizzato risorse per oltre 24 milioni di euro. Un’azione di pignoramento scattata dopo che 76 dipendenti dell’Ars si sono visti dare ragione dal giudice in ordine al riconoscimento di alcuni scatti di anzianità dal 2005 a oggi; si tratta in prevalenza di coadiutori e assistenti parlamentari. Stipendi corposi equiparati a quelli del Senato. Un guaio. Nelle casse del Parlamento siciliano non vi sono altre risorse per pagare le spettanze. Palazzo dei Normanni ha preparato l’opposizione che presenterà al giudice del lavoro nell’udienza di ottobre, ma intanto l’erogazione degli stipendi è stata differita. “Pensiamo di normalizzare la vicenda entro ottobre”, spiegano dagli uffici dell’Ars.
L’amministrazione di Palazzo reale ha quantificato le spettanze dei ricorrenti nella misura del 10-15% di quella cifra, quindi tra i 2,5 milioni e i 3 milioni e mezzo. Una differenza notevole su cui adesso dovrà decidere il giudice.
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