Lo Spiegel rivela che il dato risulta dalle analisi compiute ad Atene dalla troika formata da esperti della Bce, dell’Ue e del Fmi. Il premier greco, Antonis Samaras, avrebbe anche chiesto che i creditori pubblici del suo Paese rinuncino ad una parte delle loro pretese, tagliando di fatto una parte del debito greco. Samaras avrebbe chiesto anche due anni di tempo in più per rimettere ordine nelle finanze di Atene, ma ciò comporterebbe un aumento di 20 miliardi degli aiuti da parte dell’Eurozona. Il settimanale rivela poi che nel frattempo si è manifestato un contrasto tra la Commissione Ue ed il governo tedesco sulla concessione di aiuti alla Grecia.
Mentre Bruxelles chiede una decisione in occasione del vertice europeo di metà ottobre, Berlino considera che non prima di metà novembre sarà possibile disporre delle cifre concrete sullo stato della situazione greca, in base alle quali prendere ulteriori decisioni.
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