Si dice che “per un punto, Martin perse la cappa”. In questo caso, per lo spacciatore arrestato casualmente dalla Guardia di Finanza, il punto era che “non avrebbe dovuto fermarsi all’autogrill”. Già. Perché, dopo essersi fermato all’autogrill di Varazze e aver controllato di non essere seguito, non avendo riconosciuto i due agenti del nucleo di polizia tributaria in borghese, lo spacciatore ha chiuso l’auto e si è diretto verso la boscaglia sottostante, anziché entrare a bere un caffè o fare il pieno. Un atteggiamento insolito che, appunto, non è passato inosservato ai due agenti che lo hanno quindi seguito. L’uomo, un pensionato 56enne di Savona, sempre con fare furtivo e senza rendersi conto di essere sotto osservazione, stava per nascondere qualcosa (probabilmente la droga da vendere a un cliente) tra gli arbusti (l’ipotesi è che l’autogrill di Varazze fosse utilizzato come base strategica per gli scambi). A quel punto, i due finanzieri si sono qualificati, imponendo l’alt. Ma il 56enne ha provato a reagire, fuggendo; fermato dopo pochi metri dai due agenti, è stato perquisito e trovato in possesso di un chilo di cocaina. Oltre alla droga, lo spacciatore aveva con sé anche un telefono cellulare i cui tabulati, con ogni probabilità, dovrebbero permettere di risalire al suo giro di clienti.
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