“Matteo Renzi sta sfidando nelle primarie del Partito Democratico il segretario del partito Pierluigi Bersani. Chi dei due preferisce come guida del Partito Democratico?” è la domanda rivolta agli intervistati. Fra gli elettori del centro sinistra il 35% sceglie Renzi, il 27 Bersani, il 20 non sceglie nessuno; la percentuale scende un po’ prendendo come base gli elettori del Pd. Parità fra i due (32%). Se si prende l’elettorato per intero, Renzi è al 25 % e Bersani al 12.
Roberto Weber, direttore di Swg, dubita dei dati del collega Piepoli e avverte. “Bisogna stare attenti a quale tipo di platea votante assumiamo. Fare dei sondaggi sul voto di opinione restituisce il mood, il sentimento, che è cosa ben diversa dall’effettivo comportamento elettorale. Non è detto che i due universi coincidano. Noi quando facciamo dei sondaggi sulle primarie, facciamo una domanda molto selettiva; chiediamo se ha votato alle primarie precedenti e a quelle precedenti ancora”.
Il professor Renato Mannheimer, Ispo, è convinto che “Renzi non vincerà, ma potrà avere un buon risultato. E il fatto che abbia introdotto degli elementi di divisione, sottolineando le contraddizioni che ci sono nel partito, lo aiuterà. Nel Partito democratico ci sono tante anime, anche per quanto riguarda il giudizio nei confronti del Governo”.
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