Molti bar della città lagunare avrebbero portato il costo della tazzina ad un euro e dieci centesimi. La Procura di Venezia ha disposto una serie di accertamenti specifici attraverso la Guardia di Finanza.
Nello specifico il sospetto sarebbe che all’aumento del costo del caffé non corrisponda un uguale incremento delle dichiarazioni dei redditi e quindi la generazione di ricavi in nero.
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