Sono scritte in una lettera lasciata in casa le ragioni dell’uccisione dei coniugi trovati morti a Casamassima, un omicidio-suicidio nato da dissidi sulla gestione della famiglia. Lo ha reso noto il pm di turno della procura di Bari, Isabella Ginefra, allontanandosi dalla villetta monofamigliare in cui è avvenuta la tragedia familiare e dove i coniugi vivevano da poco più di un anno. Lui, Michele Partipilo, 48 anni, era una guardia giurata di Bari, che lavorava saltuariamente. Lei, Francesca Scarano, 41 anni, originaria di un comune in provincia di Foggia, lavorava di tanto in tanto in una casa di cura. Almeno due colpi di pistola calibro 9 hanno raggiunto Francesca Scarano, uno alla testa e uno all’addome. Per lui, gli investigatori hanno rilevato sul corpo un solo colpo di pistola, a una tempia. Dopo aver ucciso la moglie, Michele Partipilo ha telefonato ad un parente e gli ha detto. “Ho fatto un macello”. Poi si è ucciso.
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