Il cardinale Bertone ha citato Papa Wojtyla durante l’omelia allorché Giovanni Paolo II, durante la canonizzazione, testimoniò che il frate cappuccino accettò ”con amore” le difficoltà e il dolore. Il cardinale ha reso omaggio all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, fondato 56 anni fa, e ai Gruppi internazionali di preghiera di Padre Pio. ”La Casa Sollievo – ha detto nel suo discorso – è un frutto della Provvidenza. Senza la preghiera non si sarebbe costruito quel miracolo di fede e di carità. E’ la preghiera, questa forza unita di tante persone, che sostiene la Casa”. Per Bertone, ”la Casa Sollievo della Sofferenza continuerà a suscitare stupore e meraviglia, a entusiasmare, a convertire, a dare speranza”, così come grande sorpresa suscitò Padre Pio quando la inaugurò. Secondo il Cardinale, Casa Sollievo e i Gruppi di preghiera sono due parti della stessa opera di Padre Pio. ”I Gruppi di preghiera – ha detto ancora il cardinal Bertone – nascono e si sviluppano insieme all’opera Casa Sollievo e sono intimamente legati a essa”. “Casa Sollievo – ha aggiunto ancora Bertone rivolgendosi ai Gruppi – prima di rappresentare uno straordinario e imponente edificio materiale, è un solido edificio spirituale, segno visibile di una vita di fede fatta di quotidiana santità. Un faro di luce che assicuri un orientamento morale e valoriale per quanti non riescono a discernere, nella giungla di relativismo, che impera oggi, qual è il vero bene”. ”La Casa Sollievo – ha concluso il cardinale Bertone – è un vero tempio di preghiera e di scienza e tutti coloro che in essa sono chiamati a operare devono essere dei ministri – come disse Padre Pio – vincolati al loro esercizio di carità verso i corpi infermi”.
Dopo il discorso è seguita una visita al reparto di Geriatria e ai bambini dell’Oncologia pediatrica. Nel corso delle celebrazioni, il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone ha annunciato un nuovo regolamento per i Gruppi di preghiera di Padre Pio, consegnandolo all’arcivescovo di San Giovanni Rotondo, monsignor Michele Castoro, al Consiglio generale e agli stessi Gruppi. Il regolamento integra lo Statuto del 1986, approvato dal Segretario di Stato di quegli anni, cardinale Agostino Casaroli. Le linee guida sono elaborate sulla base dell’enciclica “Christifideles laici” di Giovanni Paolo II. Tale regolamento risponde ”ai tempi che cambiano” ed è finalizzato a ”rivitalizzare la missione” dei Gruppi. Tre sono i pilastri individuati per la vita degli stessi. Il primo è la preghiera, il secondo è la famiglia con l’auspicio che ”diventi Chiesa domestica, accolga generosamente la vita, aiuti le giovani coppie, offra testimonianza cristiana, sia vicina al prossimo sofferente” e il terzo pilastro è individuato nella società, intesa come ”impegno nella carità operosa, attenzione al mondo della cultura” e ”testimonianza a favore della cultura della vita”.
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