Anche il mestiere più antico del mondo è soggetto al pagamento delle tasse che servono al Governo Monti per risanare i conti. Così la Guardia di Finanza in Veneto ha compiuto una brillante operazione nei confronti di 26 prostitute che avevano acquistato immobili e auto di grossa cilindrata, avevano appartamenti in affitto in centro Verona, ma erano sconosciute al fisco o dichiaravano redditi molto bassi rispetto al loro tenore di vita. I militari delle Fiamme Gialle hanno contestato a 26 donne, che esercitano la prostituzione, redditi mai dichiarati per 500 mila euro. Nella rete delle Fiamme Gialle è finita anche una donna che arrotondava gli introiti della prostituzione spacciando stupefacenti. Un ”secondo lavoro” che le avrebbe fruttato circa 60 mila euro.
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