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Dolce e Gabbana citati per evasione fiscale da un milardo

L’alta moda si interroga. Domenico Dolce e Stefano Gabbana dovranno affrontare un processo davanti al Tribunale di Milano in relazione a una presunta maxi evasione fiscale da circa un miliardo di euro. Il gup ha ordinato ai pm milanesi di formulare la citazione diretta a giudizio per i due stilisti e per altri sei imputati. Il giudice ha accolto quindi la richiesta dell’Agenzia delle Entrate. Gli imputati “sono accusati di reati fiscali e non più di truffa”.

Ai due fondatori del marchio di moda viene contestata una presunta evasione fiscale da circa 420 milioni di euro a testa, a cui si sommano, secondo l’accusa, 200 milioni di euro di imponibile evaso riferibili alla società di diritto lussemburghese “Gado”. Secondo l’accusa, attraverso l’esterovestizione di questa società, a cui arrivavano i proventi derivanti dallo sfruttamento dei marchi del gruppo, sarebbe stata realizzata la maxi evasione, con tasse pagate in Lussemburgo e non in Italia. Il 1 aprile del 2011 il gup di Milano Simone Luerti aveva prosciolto dalle accuse di evasione fiscale e truffa sia Dolce e Gabbana che gli altri sei imputati, tra cui alcuni manager del gruppo, perché in sostanza, secondo il giudice, non era stato superato il confine che porta al rilievo penale e dunque al massimo si poteva trattare di elusione fiscale. La Cassazione però, lo scorso novembre, ha annullato il proscioglimento dalle accuse per i reati fiscali (ma ha mantenuto l’assoluzione per il reato di truffa) ed ha rinviato il procedimento davanti a un nuovo gup. I pm Laura Pedio e Gaetano Ruta hanno riformulato l’imputazione nella quale sono rimasti solo i reati di dichiarazione infedele dei redditi e omessa dichiarazione. Si è arrivati all’udienza di oggi nella quale la parte civile Agenzia delle Entrate ha chiesto la citazione diretta a giudizio per i reati fiscali contestati, richiesta accolta dal gup.
Redazione

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