La comunità della piccola frazione di San Nicola de Legistis è in attesa per l’arrivo mons. Luigi Renzo previsto domenica per la sua prima visita pastorale. Tanti i motivi di interesse a partire dal tempo che è passato dall’ultima visita. Correva infatti l’anno 1986 e il pastorale era nelle mani di mons. Domenico Cortese. Nel frattempo tanti gli eventi epocali, a partire dalla caduta del muro di Berlino (1989), a quella delle Torri Gemelle, di Saddam Hussein, e infine di Geddhafi.
Dentro le mura di questo minuscolo villaggio che un tempo aveva chiese, monasteri e conventi, in quasi trent’anni, si è registrato una forte riduzione degli abitanti: da quasi cinquecento a nemmeno duecento anime. Che destino attenderà la sua gente con questo ritmo?
Domenica si accenderà la luce che il vescovo porterà con i suoi carismi e metterà al centro della sua missione proprio chi si sente escluso, fuori dalla storia. Il messaggio cristiano universalizza anche le periferie estreme, i poveri, i diseredati, gli ultimi, ecc. L’auspicio che con l’arrivo di mons. Renzo anche san Nicola de Legistis possa rinascere.
Il programma della giornata è intenso. L’accoglienza è prevista per le 9.30, poi la visita agli ammalati e a seguire la Messa con le cresime. Molto atteso il convivio con i fedeli e diversi ospiti che si svolgerà nella sede del circolo Acli San Nicola. Dopo il pranzo ci sarà l’incontro con la comunità e infine, a compimento della sua prima visita pastorale, la benedizione dell’ulivo (pianta millenaria che affonda le radici nel mito, simbolo di pace, di spiritualità e di bellezza, che caratterizza il paesaggio, la vita e la storia della Calabria e del Mediterraneo), che apre la ufficialmente la campagna per la salvaguardia degli ulivi secolari, promossa dalla parrocchia di San Nicola insieme all’Associazione culturale Alighistos, e con la partecipazione della Delegazione Vibonese di Italia Nostra e le associazioni culturali Zaleuco Onlus e Alma Tellus e l’adesione di altre associazioni locali. Ma tutti questi eventi esteriori portano dentro un grande significato pastorale e religioso che va a rafforzare il legame della comunità con la sua guida spirituale. Ne è consapevole il giovane parroco don Francesco Pontoriero, che sta vivendo con grande intensità emotiva e fervore organizzativo l’attesa del vescovo. Questa è l’occasione per tutta la comunità, ha sottolineato, di vivere come un’esperienza importante per elaborare in profondità la parola evangelica sia nella dimensione del sociale che liturgico- teologica.
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