Romano Lombardo, cinquantenne armato sequestra persone e si barrica in agenzia delle entrate

Alta tensione nell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia, nel Bergamasco, dove poco prima delle ore 16:00 di giovedì pomeriggio un cinquantenne, armato di un fucile, ha preso in ostaggio quindici persone. L’uomo ha poi liberato tutti gli ostaggi, tranne uno, Carmine Mormandi, 56 anni, un impiegato di lungo corso che è ancora all’interno dell’edificio ed è riuscito a tranquillizzare la moglie con una telefonata.

Intorno alle ore 17:30, un maresciallo dei carabinieri è entrato per trattare con il sequestratore che non sarebbe ancora stato identificato. Si sta anche valutando l’intervento del Gis, ovvero il corpo delle cosiddette teste di cuoio dei Carabinieri che entrano in campo nei casi di pericolo estremo. Probabile anche l’arrivo di un mediatore da Milano. I colpi sparati dal sequestratore sono stati un paio, rivolti al soffitto, e non hanno causato feriti.

L’uomo ha chiesto di parlare con la stampa, annunciando che solo dopo libererà l’ostaggio. Ha urlato frasi sconnesse da cui si è capito che è in difficoltà economiche e che minaccia di togliersi la vita. Avrebbe ricevuto una serie di cartelle di Equitalia che non è in grado di pagare. Sembra anche che sia conosciuto dai dipendenti delle Agenzie delle Entrate perché ha dei debiti con la stessa Agenzia.

I testimoni “hanno raccontato di una persona estremamente agitata ma ragionevole, visto che ha lasciato andare 14 persone” dice Michele Lamera, sindaco di Romano di Lombardia. Secondo il primo cittadino, nella zona “la situazione economica è critica come in tutto il Paese” ma “non mi aspettavo un gesto così eclatante”. Il sindaco ipotizza anche che il sequestratore possa essere un residente dei paesi limitrofi. Tra i primi a fuggire dopo aver sentito gli spari c’è una donna di 34 anni che abita al piano superiore dell’ufficio. La signora ha preso con sé il figlio di appena 2 anni ed è uscita di corsa dallo stabile.

Alcune decine di militari presidiano il piazzale davanti all’entrata degli uffici. In mano armi di ordinanza e indosso giubbotti antiproiettile. Sul posto anche numerosi funzionari della Questura.

Redazione

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