Wwf Fvg Contro abbattimento Pini a Lignano Sabbiadoro

Il Wwf ritorna sulla questione del “verde” sul Lungomare Trieste a Lignano Sabbiadoro (Ud). E precisa.

La difesa di un ambito “di indubbio significato ecologico ed ambientale” (definizione dei professori Ruggero Osler, Stefano Borselli e Giorgio Alberti dell’Università di Udine, che hanno eseguito il rilievo sanitario lei filari di pini) ricade nelle finalità del WWF, anche se ubicato in ambito urbano.

“Rigettiamo pertanto l’accusa di “strumentalizzazione” cui il WWF si sarebbe prestato e di “pericolosissima disinformazione” rivoltaci dal Sindaco di Lignano, dottor Silvano Delzotto. Quanto da noi affermato si basa su rilevazioni oggettive e scientifiche e su quanto emerso dagli elaborati progettuali e del “Progetto definitivo di riqualificazione ed ammodernamento del Lungomare Trieste” resi noti dal Comune di Lignano”.

La citata relazione della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Udine che evidenzia appunto l’“indubbio significato storico oltre che ecologico ed ambientale” del Lungomare, chiude con il suggerimento di abbattere 3 esemplari per motivi fitosanitari ed in riferimento alla forma degli alberi precisa che “solo nel 5% dei casi l’aspetto morfologico delle piante appare completamente compromesso (classe D)”- pari a meno di 10 piante sulle 191 analizzate.

La relazione conclude che “le due alberate di pini rappresentano indubbiamente uno stato sanitario del tutto normale e si consigliano interventi di manutenzione per l’eliminazione di branche secche e di regolarizzazione delle chiome”.

“E’ pertanto incomprensibile e dannosa l’eliminazione di 86 esemplari prevista “per motivi progettuali” (oltre ai 29 per presunti motivi fitosanitari) per costituire un nuovo filare di piante giovani, poco distante (alcuni metri) da dove si trova il filare esistente che si vuole abbattere, restringendo di fatto gli spazi e l’ampiezza e facendo così perdere l’“aspetto monumentale” ed il pregio ambientale – paesaggistico costituitosi nei decenni. Questa perdita non potrà essere compensata da nuove piantumazioni di pini, benché in numero maggiore di quelli attuali, immaginando il lungo periodo necessario per raggiungere la maestosità e l’ombrosità di quelli attuali quasi secolari. Infatti il volume della chioma delle piante che si vorrebbero abbatttere è notevole superiore rispetto all’insignificante volume di quelle giovani da ripiantare, nonostante l’incremento di numero (parametro fuorviante).

“Alcuni elaborati esposti al pubblico e apparsi sulla stampa alla presentazione del progetto (rendering) non trasmettono una corretta informazione, in quanto mostrano gli alberi di nuovo impianto già completamente sviluppati”.

“Ribadiamo inoltre la nostra contrarietà ad ogni intervento che possa mettere a rischio la stabilità dell’attuale alberatura, come la prevista eliminazione dell’attuale strato di calcestruzzo che la stabilizza, alla quale i progettisti stessi non sembrano aver trovato valide alternative, formulando sinora costose ipotesi (tiranti, pali, pesi in cemento) di incerta efficacia”.

“Quanto all’aspetto turistico menzionato dal Sindaco, risulta che i cittadini ed i turisti che frequentano Lignano si siano espressi in più di una occasione con raccolte di firme e anche attraverso il recente sondaggio di opinione a larga maggioranza a favore di un intervento che salvaguardi e valorizzi le alberature dell’attuale doppio filare del Lungomare Trieste. In merito alla confermata previsione di spesa di oltre 15 milioni di euro, l’associazione del Panda conferma l’eccezionalità dell’importo e la necessità di cominciare a risanare le già devastate casse dello Stato, senza penalizzare le tasche dei cittadini”.

In conclusione il WWF rispedisce al mittente le accuse e inoltra per chiarezza la nota dell’Università di Udine per evidenziare che risulta consigliato abbattere solo un numero limitatissimo di piante.

Redazione

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