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Palermo, anche i Forconi schierano un candidato sindaco

Il centrosinistra, rabbuiato dalle ombre delle primarie, si è spaccato fragorosamente, restituendo una “foto di Palermo” che poco ha in comune con quella mille volte evocata di Vasto. Infine, il Terzo Polo, con l’Udc a sostenere Massimo Costa, insieme a Grande Sud, La Destra e il PdL che ha sfilato il giovane candidato all’Mpa di Raffaele Lombardo e a FLI. Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini si sono affrettati a derubricare la faccenda a “caso locale”. Ma non tutti ne sono convinti. Sullo sfondo, l’orizzonte di un “nuovo centrodestra” che, nella testa di molti, partendo dal caso Palermo, al di là dello stretto potrebbe consentire di archiviare l’asse con la Lega Nord in nome di un recuperato rapporto privilegiato tra gli alfaniani, i centristi e gli uomini di Gianfranco Micciché. Il centrosinistra, dunque, diviso alle meta del 6 e 7 maggio; un approdo autolesionistico per quanti giudicavano la coalizione destinata a una vittoria facile dopo l’inesorabile declino della gestione Cammarata. Da una parte il vincitore delle primarie: il 31enne Fabrizio Ferrandelli, Idv eretico espulso dal partito perché ha osato candidarsi in autonomia, spinto dall’associazionismo, dal gesuita Gianni Notari, ex guida del Centro Pedro Arrupe alla testa delle battaglie dei senza casa, e da settori del Pd legati a Beppe Lumia e al capogruppo all’Ars Antonello Cracolici, l’area “filo-governativa”, insomma, più vicina a Raffaele Lombardo. Dopo avere avuto la meglio alle primarie sulla candidata ufficiale di tutto il centrosinistra, Rita Borsellino, con Ferrandelli si sono ritrovati Pd e Sel. Il suo nemico più convinto appare essere il tre volte sindaco Leoluca Orlando, anima della “Primavera”, che lo ha bollato come “candidato abusivo, frutto di primarie dopate” e che ha coagulato attorno a sé Italia dei valori, Federazione della sinistra-Prc, Pdci e Verdi. Punta sull’esperienza e così lo slogan della campagna del portavoce nazionale di Idv è “Il sindaco lo sa fare”. Se Orlando non è propriamente una novità, lo è senz’altro Massimo Costa, 34 anni, avvocato, campione europeo di kick boxing, ex presidente del Coni siciliano, autodefinitosi “problem solver”, un “aspirante Monti locale”, con la missione di liberare “dal peccato e dai peccatori” Palermo su cui promette di “destare la curiosità del mondo”. Tra le proposte, tagli alle auto blu e indennità di 2 mila euro per sindaco e assessori. Attraverso Costa, il PdL conta di strutturare una nuova maggioranza che dovrà dire la sua anche in occasione delle regionali e delle politiche. Uno scenario dal quale il veto dell’Udc ha estromesso il Pid che ha schierato il deputato regionale ed ex vice di Cammarata, Marianna Caronia; vi è un accordo, comunque, in base al quale chi prevarrà al primo turno sosterrà l’altro all’eventuale ballottaggio. Ma chissà se sarà veramente così, considerato che Costa ha dichiarato che in giunta non nominerà nessuno di coloro che negli ultimi 20 anni hanno avuto un ruolo nel disastro amministrativo. Orfani dei centristi, FLI, Api ed Mpa (insieme a Pli, al Movimento popolare siciliano e a una lista riconducibile a due assessori del governo Lombardo, Massimo Russo e Gaetano Armao) puntano su un altro trentenne, il finiano Alessandro Aricò, 37 anni, deputato regionale ed ex assessore della prima giunta Cammarata. Per Italo Bocchino è lui la vera novità e giura che al ballottaggio il Terzo polo si ricostituirà. Trent’anni ha il grillino Riccardo Nuti, che potrebbe intercettare il voto dei delusi. Trentasette Giuseppe Mauro, in pista per Alleanza di centro di Francesco Pionati. Ultrasettantenne, invece, è l’impreditore del noleggio auto Tommaso Dragotto. Pronto a dare battaglia il generale dei carabinieri in pensione Antonio Pappalardo, che ha deciso di candidarsi dopo quella che considera una sorta di folgorazione sulla via di Gerusalemme.

Poi l’ex sindacalista della Cgil Gioacchino Basile, che negli anni Ottanta denunciò le infiltrazioni della mafia nella cantieristica. Per questo è stato a lungo scortato prima di lasciare la città, e ora è sostenuto da Forza nuova. In competizione anche i “Forconi”, anima del blocco dei tir che ha paralizzato per sei giorni la Sicilia. La loro candidata sindaco è Rossella Accardo, ex moglie e madre degli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana, vittime presunte della lupara bianca.

Redazione

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