I licenziamenti di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli “rappresentano nulla più che misure adottate per liberarsi di sindacalisti che avevano assunto posizioni di forte antagonismo, con conseguente, immediato pregiudizio per l’azione e la libertà sindacale”.
Lo sostengono i giudici della Corte d’Appello di Potenza che alcune settimane fa ha riportato in fabbrica i tre lavoratori Fiat-Sata di Melfi, licenziati nell’estate 2010 per aver bloccato le linee durante un’assemblea sindacale.
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