Il progetto punta a creare un nuovo sistema integrato, altamente remunerativo, di bio-raffineria applicato alla gestione, utilizzazione e valorizzazione dei residui di lavorazione delle uve che, contemporaneamente, rappresenti uno smaltimento “intelligente” di questi rifiuti e residui ad alto impatto ambientale. L’obiettivo è perseguito attraverso l’applicazione di “tecnologie verdi” innovative ed ecocompatibili, adoperate sia per ottenere prodotti ad alto valore aggiunto, quali composti bioattivi e polimeri biodegradabili, che per la produzione di energia (biometano e bioidrogeno). La bio-raffineria, infatti, è un sistema che integra i processi di trasformazione della biomassa per la produzione di combustibili, energia e sostanze chimiche ad elevato valore aggiunto da destinare a mercati diversi.
L’impianto pilota è destinato alla ricerca e alla didattica, e sarà anche a disposizione del sistema imprenditoriale locale. Entrerà in funzione fra qualche mese presso il dipartimento di Scienze degli alimenti. I fluidi supercritici utilizzati dall’impianto (costruito dalla Separeco srl di Piscina – Torino) in particolare l’anidride carbonica (CO2), sono economici, sicuri e non tossici al contrario dei solventi organici, nocivi per la salute e per l’ambiente, usati nei metodi di estrazione tradizionali. L’applicazione più nota dell’estrazione con CO2 supercritica nell’industria alimentare è la produzione del caffè decaffeinato.
«L’impianto del nostro Ateneo, oltre a essere un elemento chiave per la ricerca e la didattica – spiega la referente scientifica del progetto, Carla Da Porto, docente del dipartimento di Scienze degli alimenti –, sarà anche un valido strumento per mettere disposizione del tessuto imprenditoriale il più avanzato know-how delle “tecnologie verdi” e contribuire così a un reale progresso tecnologico del nostro sistema economico».
Il programma “Ager – Agroalimentare e ricerca”, da cui nasce il bando Ager Enologia, è il primo progetto di collaborazione tra fondazioni bancarie, tra cui la Fondazione Crup, finalizzato allo sviluppo del settore agroalimentare attraverso il sostegno ad attività di ricerca scientifica. Il progetto vede coinvolte 13 fondazioni che hanno messo a disposizione quasi 30 milioni di euro in tre anni in diversi comparti del settore.
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