Le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio a Cuneo impongono una riflessione sul futuro della città e della sua provincia, alla luce delle modifiche legislative che vedono il capoluogo chiamato a svolgere un ruolo importante, anche in campo provinciale, e degli atteggiamenti della Regione Piemonte punitivi nei confronti delle aree diverse da quella di Torino.
Queste elezioni potrebbero consacrare l’affermazione di una coalizione disarticolata dai partiti politici, quale è quella che, con Valmaggia, propone Federico Borgna. Un’occasione unica per valutare, senza più vincoli, quale debba essere il futuro del cuneese e quali siano le scelte politiche, amministrative, economiche ed occupazionali migliori per rilanciarlo e per consentirgli di sviluppare le proprie potenzialità.
L’atteggiamento della Regione ed il rapporto preferenziale con Torino, che si è concretizzato nel trasferimento abnorme di fondi, negati alle altre realtà territoriali, non solo in campo sociale, inducono a valutare quale debba essere l’orizzonte futuro del cuneese.
Stringere un rapporto forte, nel quadro del trattato di Lisbona, costitutivo dell’Unione Europea, con il Dipartimento francese delle Alpi Marittime e la città di Nizza e con le province del Ponente Ligure di Savona ed Imperia non appare più solo un sogno difficilmente realizzabile, ma può e deve rappresentare un obiettivo primario ed un preciso impegno da assumere in questa campagna elettorale.
La novità di una coalizione disarticolata dai partiti politici, in grado quindi di avanzare proposte senza doverle mediare con le segreterie regionali e nazionale, consente di avviare un progetto che preveda nuovi sbocchi, culturalmente compatibili ed economicamente molto avanzati.
Il Cuneese, con le sue valli, da sempre ha coltivato stetti rapporti col versante francese delle Alpi e la sinergia con Savona ed Imperia trova conferme negli atti delle amministrazioni comunali interessate e nei loro progetti strategici.
Occorre ora procedere su questa strada: l’occasione è ghiotta e, soprattutto in questo momento di crisi, occorre avere il coraggio di guardare avanti in una prospettiva di crescita economica ed occupazionale e di pieno riconoscimento delle potenzialità e delle sinergie di aree che da tempo hanno travato le ragioni dello stare insieme e che ora devono concretamente concretizzare questo progetto.
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