C’erano Cervellati e Pascutti l’ultima volta che il Bologna uscì da San Siro dopo aver dato una lezione di gol così larga alla Beneamata. Giocava Paramatti all’ultima vittoria, chè il secondo millennio era ancora da venire. Moratti lascia lo stadio prima che Acquafresca metta definitivamente i sigilli a un match interpretato con fredda lucidità dall’ospite. E’ un segnale emblematico. L’Inter in realtà non fa male per mezz’ora, sfiorando il gol in talune occasioni, sempre su palle inattive. Ma alle prime, solite mancanze difensive si scioglie, mostrando i limiti psicologici del momento. E’ crisi di fiducia, non c’è che dire. La cerniera difensiva è burro nel quale Marco Di Vaio in un minuto affonda il coltello spalancando le porte del paradiso per il Bologna e quelle dell’inferno per una squadra attesa solo fra qualche giorno alla delicata trasferta di coppa a Marsiglia. E così per l’Inter che a San Siro rimedia tre sberle è di nuovo crisi profonda.
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