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Più gay ci sono in giro, minore è la competizione per Berlusconi

Dopo le dimissioni da presidente del Consiglio, il Cavaliere aveva osservato un periodo di relativa assenza dalla scena. Ma ora è tornato a tutto campo. E lo ha fatto con una intervista al mensile a stelle e strisce The Atlantic. Ed è tornato a parlare di omosessuali. La battutina ironica irrompe tra una domanda e l’altra mentre l’ex Premier tocca diverse questioni. Innanzitutto, ritorna sull’origine del suo ingresso in politica, rispolverando il vecchio adagio del pericolo comunista. “Ci sono entrato, non perché la amassi, ma perchè ho dovuto. Avevo paura che i comunisti prendessero il potere nel nostro Paese”. Fedele alla teoria dei “ristoranti pieni” nega anche ora la crisi. L’Europa ha esagerato. “Lo stato italiano sarà in debito, ma i cittadini, le famiglie e le imprese sono ricche”.

“E’ colpa mia non sono stato capace di convincere il 51% degli italiani. È colpa degli italiani che hanno diviso il loro voto tra piccoli partiti. Siamo stati “castrati” da queste alleanze”. Ma il Cavaliere giura che non cercherà di ridiventare primo ministro. No, sosterrà Angelino Alfano. “Resterò nel partito e farò il padre nobile. Il padre fondatore. Organizzerò il sostegno di cui ha bisogno”. Poi l’intervista entra più nel personale. “Sono felice con me stesso. Un terzo degli italiani mi ama alla follia. Se entro al ristorante, si alzano, applaudono e non pago mai il conto”.

Durante l’intervista gli vengono ricordate le sue disavventure col gentil sesso dal caso Letizia a Ruby Rubacuori, tutti gli scandali insomma che non avrebbero colpito solo lui, ma anche il popolo italiano. L’ex Premier non fa una piega. “Mi dispiace per gli italiani, ma io non ho nulla di cui farmi perdonare. Tutto ciò che ho fatto era assolutamente normale, assolutamente legittimo”. Ribadendo così la sua linea di difesa. “Erano solo delle cene”. Berlusconi ride e utilizza un gioco di parole. “Non sono un playboy, semmai un playuomo”. Poi la battuta sugli omosessuali, mentre l’intervista condotta a Palazzo Grazioli volge al termine. “L’unica cosa di cui non sono mai stato accusato? Di essere gay. Non ho nulla contro gli omosessuali, sia chiaro. Anzi, il contrario: più omosessuali ci sono in giro, minore è la competizione”.

Redazione

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