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Abbiamo fame, grido d’allarme dei disoccupati napoletani

Il disagio sociale in Italia è fortissimo, ancora di più a sentire le “idiozie” di “dracula” Monti che ritiene il posto fisso una “noia” e vuole demolire lo stato sociale. Facile per chi non ha il problema di fare la spesa il giorno! A Napoli poi la situazione è sempre più pesante. La città una sorta di “polveriera” pogiata su un Vesuvio pronto sempre ad esplodere. Così una ventina di persone, tra uomini e donne, sono entrati in un supermercato della catena Coop, situato in via Arenaccia, nel centro del capoluogo partenopeo, ha riempito i carrelli di generi alimentari ma una volta arrivati alle casse anzichè pagare hanno detto. “Questa è una spesa proletaria, non paghiamo”.

L’hanno definita “iniziativa di sensibilizzazione al problema del lavoro”, quella inscenata da parte da alcuni disoccupati dell’ex progetto Bros che, dopo aver riempito i carrelli di pasta, pane ed altri generi alimentari primari sono arrivati alle casse di un supermercato della Coop di via Arenaccia mostrando ai commessi solo pochi spiccioli. “Abbiamo fame – hanno ammesso – e questo è tutto quello che possiamo darvi”.

I disoccupati avvicinati dagli addetti alla sicurezza chiamati dai cassieri, hanno spiegato pacificamente le ragioni della loro iniziativa chiedendo di incontrare il Direttore a cui chiedere il regalo della spesa e mostrando agli altri clienti cartelli con le ragioni dell’iniziativa. “Abbiamo fame”, c’era scritto su alcuni dei manifesti. E ancora. “Facciamo questo per dare da mangiare ai nostri figli”.

Sul posto sono intervenuti anche gli uomini della Questura di Napoli hanno provveduto alla identificazione dei disoccupati, i quali dopo alcuni minuti hanno lasciato la struttura senza portare via niente. “Siamo disperati – ha spiegato alle persone presenti uno dei disoccupati – e l’umiliazione per aver chiesto in pratica al Direttore un atto di carità è niente a confronto dello stato di miseria a cui siamo ridotti”. Al supermercato hanno chiesto l’intervento della polizia. Gli agenti sono arrivati alla Coop e hanno identificando gli autori della “spesa proletaria”.

Redazione

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