E’ giunta la tanto attesa nomina della nuova più alta carica della Chiesa lagunare. Il Santo Padre ha scelto per questo prestigioso incarico l’attuale vescovo di La Spezia, Mons. Francesco Moraglia. Il nuovo Patriarca succede al card. Angelo Scola, nominato nel giugno scorso arcivescovo di Milano e insediatosi il 25 settembre. Nato a Genova il 25 maggio 1953, Moraglia compirà tra pochi mesi 59 anni.
Questa la prima dichiarazione a caldo del Presidente della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto. “Porgo il benvenuto a Sua Eccellenza mons. Francesco Moraglia. L’intera comunità della provincia veneziana attendeva con trepidazione il suo arrivo a Venezia, e sono felice di congratularmi per questa sua prestigiosa nomina. Saluto il Patriarca, consapevole che questa città e questa provincia possono offrire esempi straordinari di accoglienza e solidarietà, con oltre 500 realtà di volontariato attive nella difesa dei più bisognosi e dei migranti. Una terra operosa, segnata dal dramma della crisi del lavoro e dell’occupazione, ma anche ricca di tante realtà imprenditoriali nascenti, e valide produzioni di eccellenza che ci fanno ben sperare nel futuro.
E saluto personalmente l’uomo, perché so che ogni uomo chiamato ad una responsabilità così alta e preziosa per la comunità dei fedeli e di tutti i cittadini, porta sempre con sé un pezzo della sua terra, della sua casa. La Spezia e Venezia sono entrambe sospese fra la terra e il mare, entrambe di incomparabile bellezza, ma anche di grande fragilità ambientale. La speranza che anche Venezia entri nel cuore del nuovo Patriarca, come è accaduto con il cardinale Scola”.
E per una città che accoglie il suo nuovo Capo della Chiesa, c’è chi lo lascia andare non senza rammarico ed è La Spezia, il cui saluto è affidato al sindaco Massimo Federici. “Sua Eccellenza Reverendissima, desidero esprimerLe a nome della città della Spezia e mio personale le più sentite congratulazioni e felicitazioni per la prestigiosa nomina a Patriarca di Venezia. Si tratta di un bellissimo riconoscimento che premia la dedizione e la profondità del Suo messaggio pastorale. Nel porgerLe i migliori auspici, colgo l’occasione per rinnovarLe ancora una volta il ringraziamento per quanto fatto e sta continuando a fare per la nostra comunità. Con profonda stima”.
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