Sciagura del mare al Giglio, a bordo 250 disabili

La tragedia della nave Costa Concordia, in navigazione da Civitavecchia a Savona, è tutta da verificare nell’entità delle vittime, secondo quanto comunica il Prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi. Al momento non c’è certezza che tutte le persone a bordo siano state recuperate. “Dev’essere ispezionata la parte della nave che è sott’acqua – ha spiegato Linardi – Si procederà con i sommozzatori”.

Il Prefetto ha aggiunto che non è stato ancora fatto un riscontro esatto dei viaggiatori che sono stati ospitati dalla popolazione dell’isola del Giglio, dove la nave si è incagliata. Tante persone sarebbero state tratte in salvo o soccorse da “strutture pubbliche”, mentre altri passeggeri, tra cui quelli che si sono buttati in mare, sono stati aiutati dalla popolazione locale.

Linardi ha aggiunto che circa 1500 stanno arrivando o sono arrivati a Porto Santo Stefano, trasportate con tre navi. In totale, in tutta la provincia di Grosseto sono stati “liberati” 3229 posti.

Secondo le ultime informazioni, la nave sarebbe inclinata di 80 gradi e avrebbe uno squarcio su una fiancata lungo almeno 70 metri. Poco dopo le ore 07:00, venti persone erano a bordo della Concordia, e che non potevano in alcun modo essere trasferite a bordo delle scialuppe, sono state salvate con un elicottero della Guardia Costiera e trasferite a terra, mentre una squadra della Guardia Costiera e dei vigili del Fuoco sta compiendo un’ispezione a bordo della nave.

Alcuni passeggeri hanno raccontato che “a bordo c’erano 250 disabili, ma non sappiamo che fine abbiano fatto”.

Ancora poco chiare le cause dei decessi, in totale ad ora sei. E’ probabile che ci siano stati casi di annegamento. Alcune persone sono cadute, o si sono gettate, in mare e di ipotermia, traumi dovuti alla caduta di oggetti al momento dell’incagliamento e alla ressa durante l’evacuazione, malori di persone con problemi di salute. A Porto Santo Stefano sono sbarcate persone con princìpi di assideramento, feriti con traumi e arti fratturati, cardiopatici e persone sedate per attacchi di panico. Sono state sbarcate anche le prime tre salme dei sei deceduti di cui si ha notizia.

Soprattutto, sono ancora da chiarire le cause dell’incidente, come precisato in una nota dalla compagnia. “Al momento non è possibile definire le cause del problema occorso. L’azienda si sta adoperando per dare la massima assistenza”.

Redazione

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