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Coltellata al cuore della sanità vibonese

Partito dal pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia con tanti striscioni, organizzato da sindacati e organizzazione sanitarie contro il paventato licenziamento di 31 medici, il corteo, è giunto in Prefettura. Dopo il sit in, una delegazione è stata ricevuta dal vice prefetto.

“Dal primo gennaio verranno licenziati 21 medici e personale infermieristico in servizio presso l’Azienda Sanitaria di Vibo Valentia, dei quali ben otto (su un totale di undici) in servizio presso il Pronto Soccorso di Vibo Valentia, e altri 13 che garantiscono l’attività di reparti: oculistica, otorinolaringoiatria, oculistica, medicina, urologia, nefrologia – è scritto in un documento – senza senza alcuna considerazione delle conseguenze facilmente immaginabili derivanti da una decisione irresponsabile, si è deciso di interrompere servizi essenziali, tra i quali alcuni letteralmente “salvavita”. Alcuni hanno oltre dieci anni di servizio, altri sono vincitori di concorso che hanno assicurato anche con sacrificio personale i servizi sanitari essenziali e che vengono licenziati in tronco, senza neanche una comunicazione personale, si decide di punto in bianco di interrompere servizi essenziali per la salute dei cittadini.

Probabilmente si assisterà alla chiusura di otorinolaringoiatria, oculistica, urologia ed alla scomparsa di attività ambulatoriali e di innovazioni fondamentali per la salute come la trombolisi dell’ictus cerebrale, nella quale Vibo Valentia ha attualmente un ruolo guida regionale e di rilievo nazionale. In pratica i Vibonesi – conclude il documento – avranno tempi più lunghi in Pronto Soccorso, ritardi o impossibilità ad essere operati in Chirurgia, Ginecologia, Ortopedia, riduzione (o scomparsa?) delle attività ambulatoriali specialistiche di otorinolaringoiatria, oculistica, urologia. Ancora più emigrazione sanitaria, tempi di attesa ancora più lunghi e, in molti casi, impossibilità ad ottenere il Servizio. Le organizzazioni sindacali dei medici del servizio pubblico lanciano l’allarme in difesa dei posti di lavoro è in questo caso soprattutto difesa del diritto alla salute dei cittadini, minacciato da decisioni improvvide e avventate”.

Redazione

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