Più si avvicina la data e più il dibattito si fa acceso nel capoluogo siciliano in vista delle amministrative che porteranno all’elezione del nuovo sindaco. E lo scontro è non solo tra i partiti ma anche tra i movimenti. Oggetto del contendere le alleanze.
Pietro Minardi, di Obiettivo Cambiamento, entra in polemica con il Movimento 5 Stelle in relazione alla candidatura di Nuti. “I nostri cittadini cercano un alternativa politica compatta da sostenere, formata da movimenti anti – casta reali e non quelli legati ai partiti nazionali. Noi come Obiettivo Cambiamento, insieme al Movimento Progressisti Italiani e a Progetto Mezzogiorno, abbiamo deciso già da tempo di fare coalizione insieme al Movimento Impresa Palermo e di appoggiare Tommaso Dragotto a sindaco di Palermo, in modo da garantire una alternativa politica alla casta, alle prossime elezioni amministrative. Prima di bandire ogni possibile collaborazione per motivi, a nostro parere, discutibili, Nuti dovrebbe scendere dal piedistallo e confrontarsi con tutte le realtà locali, prima di dire che non collaborerà con nessuno”. A sostenere le argomentazioni di Pietro Minardi, anche Aldo Sciacca dell’Mpi.
Un dato è certo: a Palermo come in ogni luogo d’Italia dove si voterà la prossima primavera a prevalere, di questo passo, saranno solo le divisioni e la frammentazione.
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