Il vizietto al Teatro Sistina

Ha debuttato martedi’ scorso, al Teatro Sistina “Il vizietto”. Protagonisti Massimo Ghini, nelle vesti di Albin interpretato, nel passato, magistralmente da Michael Serrault e Cesare Bocci, Renato, ruolo reso celebre dall’indimenticabile Ugo Tognazzi di Edouard Molinaro. Oggi la regia e’ di Massimo Romeo Piparo. La trama e’ basata sull’amore omosessuale tra due uomini, uno dei quali, Renato, aveva avuto in precedenza un matrimonio dal quale era nato Laurent che ora, in procinto di sposarsi con una ragazza il cui padre e’ un politico bigotto, deve fingere di avere una “famiglia tradizionale”, ma qualcosa va storto. La generosita’ di Albin cambiera’ in positivo l’esito dell’evento. I due protagonisti stupiscono il pubblico gia’ prima di andare in scena, giungendo a teatro, trasportati da una decappottabile scura ed offrendosi a papapazzi ed amici travestiti da donne. L’attesa e’ trepidante, tutti aspettano l’inizio dello spettacolo che si fa un po’ attendere, ma finalmente si apre il sipario. Gli attori cantano, ballano, duettano in modo coordinato. Belli costumi, coreografie e scenografie. Bocci canta meglio di Ghini, entrambi riescono bene nell’impresa, anche se verso il finale perdono un po’ il persoanggio, forse per eccessiva stanchezza. Battute, melodie e movimenti rendono il pubblico attento, anche se lo spettacolo avrebbe , senza nulla togliere, essere accorciato un po’. Nel complesso il lavoro appare corale e funziona. Siamo contenti che Cesare Bocci stia diventando un attore piu’ noto di quanto gia’ non lo sia. Lo merita!

Redazione

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