Un minuto di silenzio per le vittime di Saponara

Si è aperto così il Consiglio Esecutivo della Cisl di Messina riunito per tutta la giornata di oggi in forma seminariale. Quanto avvenuto nelle ultime ore non poteva non essere approfondito durante i lavori. “Si prova tristezza e rabbia – ha sottolineato il segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese – perché nei due anni che sono intercorsi tra la tragedia di Giampilieri e quella di ieri ci si è soffermati solamente su diatribe politiche stupide, tra finanziamenti e mancati finanziamenti, colpe, responsabilità, costruzione e ricostruzione delle aree colpite. Si deve fare invece un ragionamento più ampio che deve coinvolgere tutti, dagli enti locali, agli organi regionali e nazionali. C’è bisogno – ha detto Genovese – di ripensare seriamente e concretamente a come si usa il territorio, a cosa si deve fare e con quali risorse. E stabilire, soprattutto, un piano di priorità. Non serve più litigare tra polli di Renzo mentre tutto il territorio sta andando a farsi affogare”.

La Cisl di Barcellona Pozzo di Gotto, ha comunicato in riunione il responsabile territoriale Roberto Isgrò, “si è messa in moto per assicurare il necessario supporto ai cittadini. Una decina di volontari della Cisl si sono uniti alle squadre di soccorso a Barcellona per aiutare a spalare il fango dalle strade, dalle abitazioni e dagli esercizi commerciali”.

All’Esecutivo con tutto il gruppo dirigente messinese era presente anche il segretario generale della Cisl siciliana Maurizio Bernava che ha parlato di “giornata di lutto” per poi aggiungere: “Oggi si piange ma le tragedie di Giampilieri, Falcone, Letojanni, San Fratello e Caronia dimostrano come sia necessaria una severa autocritica. Sono tutti a conoscenza che Messina e Reggio Calabria sono due province a rischio a causa della loro struttura orografica. Eppure si è sempre continuato, in maniera indisturbata, a distruggere il territorio, a costruire sui letti dei torrenti, a non investire nel ripristino del territorio. Tutta la nostra comunità – ha proseguito Bernava, messinese di origine – dovrebbe fare autocritica e, soprattutto adesso che ci sono ancora meno risorse, non si deve lasciare spazio alle complicità verso le speculazioni e le omissioni. Messina, la sua provincia e la Regione Sicilia devono fare una severa e profonda autocritica sui metodi costruttivi e soprattutto sulle logiche autorizzative. Occorre – ha detto Bernava – accanto alle richieste di ingenti investimenti al governo nazionale ed europeo, la predisposizione di un piano di messa in sicurezza del territorio organizzando e facendo lavorare in maniera integrata tutte le risorse già presenti, dagli uomini del corpo forestale, alla protezione civile, vigili del fuoco, e personale dei comuni”.

Redazione

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