Grave crisi finanziaria a Vibo Valentia il sindaco in difficoltà

I cittadini vibonesi si erano già resi conto da soli che qualcosa non andava nell’amministrazione comunale D’Agostino jr tra spese sul personale, concorsi ed assunzioni. A certificare le anomalie ci sono ora anche i revisori dei conti che hanno interessato la Corte dei Conti.

L’amministrazione D’Agostino in maniera irrefrenabile, invece di tagliare, stava virando su nuovi concorsi pubblici: uno per istruttore direttivo per i servizi demografici (con un posto riservato agli interni e uno all’esterno) la cui commissione è presieduta dalla dirigente Adriana Teti e un altro concerne il settore della Polizia Municipale, presidente il comandante Filippo Nesci.

“L’incidenza della spesa per il personale sulle spese correnti 2010 è pari al 29,73% e non come erroneamente indicato dagli uffici comunali al 38,84%. Oltre alle norme cui fare riferimento per il ricorso alla deroga al limite del 20%, occorre considerare la legge 220 del 13 dicembre 2010. La percentuale del 29,73%, inferiore al 35% – evidenziano i revisori – giustifica il ricorso alla deroga del limite del 20% relativamente alle assunzioni per turn-over, finalizzate all’esercizio delle funzioni di Polizia locale, agli interventi di somma urgenza e all’assicurazione di servizi infungibili ed essenziali”.

Un allarme rosso che si legge nella relazione. “L’importo impegnato sul capitolo (spese per nuove assunzioni) del bilancio di previsione 2011 risulta essere pari a 91.297,45 euro che, anche tenendo conto della spesa per l’assunzione dei vigili urbani a tempo determinato e indeterminato, più relativi oneri previdenziali, eccede il limite normativo, pari, per questo ente e per l’anno 2011 a 63. 171,00”.

Viene precisato che relativamente ai concorsi in atto e alla nomina delle commissioni, le rispettive determine “mancano del parere di regolarità contabile e copertura finanziaria, per come pubblicato sul sito del Comune”. Gli stessi aggiungono, inoltre, di avere indicato all’amministrazione comunale “di non procedere ad effettuare nuove assunzioni nel 2011 prima che i previsti pensionamenti si siano verificati, come già specificato nel parere rilasciato dal dirigente del settore finanziario”.

Infine i revisori nella relazione ribadiscono la necessità di procedere al ripiano del debito che ammonta a 5 milioni di euro. In questo caso viene evidenziata la necessità di procedere alla vendita degli immobili entro il termine dell’anno in cui tale manovra è stata prevista in bilancio.

Una situazione esplosiva con spese allegre, consulenti strapagati, iniziative di ogni genere e tipo, assunzioni insostenibili. Per il sindaco D’Agostino un duro colpo da digerire. Il primo cittadino non ha altra strada che fare marcia indietro e tagliare per ripianare altrimenti si può affacciare la strada del dissesto finanziario.

Redazione

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