Finisce con un classico risultato ad occhiali la tanto attesa sfida al San Paolo tra Napoli e Lazio, che rimane sola in testa alla classifica, anche se oggi gioca l’Udinese che vincendo potrebbe accennare una fuga. Dopo un primo tempo del tutto bloccato, i partenopei accelerano ma non passano per imprecisioni sottoporta, un netto errore arbitrale e un super-Marchetti. La speranza dei tifosi di casa è che il cinismo mancato si manifesti nella “finale” di martedì contro il City. Sorride invece Reja (applaudito dai suoi vecchi tifosi) che regge nonostante le defezioni importanti, e mantiene l’imbattibilità in trasferta.
I primi 45 minuti finiscono a reti inviolate e senza guizzi davanti. L’occasione migliore è per il Napoli al quarto d’ora: punizione di Lavezzi, Campagnaro anticipa tutti sul primo palo, ma di testa manda alto. Poi, poco altro: tentativi da fuori di Inler e Hamsik; una mancata deviazione di Cavani sul primo palo (ma c’era fuorigioco); qualche incursione di Maggio. Ma la Lazio è ordinata e non rinuncia a ripartire. In almeno due ribaltamenti di fronte si è sentita l’assenza di Miroslav Klose a centro area.
Nei primi dieci minuti della ripresa si vede molto più che in tutto il primo tempo. Il Napoli parte a testa bassa e sfiora il gol in almeno tre occasioni. Lavezzi sembra altro giocatore rispetto ai primi 45′ e scalda due volte le mani a Marchetti. Poi ha la palla buona da due passi, ma conferma lo scarso feeling con il gol, mandando alto in acrobazia. La squadra di Mazzarri segna anche, con Cavani, ma il gioco è fermo per un fuorigioco che non c’era. Reja corre ai ripari: dentro Scaloni e Matuzalem per l’acciaccato Konko e lo spento Hernanes. Dall’altra parte Gargano fa rifiatare Dzemaili. Sono i partenopei a continuare a spingere, seppur senza la necessaria lucidità. La Lazio riparte, ma davanti Sculli, che nel finale esce malconcio, e Cisse non danno mai l’impressione di poter far male.
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