A Bari spiraglio per Schittulli pronto a tornare

Francesco Schittulli affidata ad una lettera aperta le ragioni delle sue dimissioni e l’evoluzione della crisi alla Provincia di Bari. “Apprezzo e ringrazio i tanti, autorevoli esponenti del centrosinistra che hanno voluto solidarizzare rispetto alle dimissioni che ho presentato, invitandomi ad andare in Consiglio Provinciale per verificare la possibilità di una maggioranza diversa da quella che mi ha eletto. Non lo farò, perché sono consapevole che è stata la coalizione di centrodestra a candidarmi e a determinare la mia elezione. Il mio senso di etica non mi consente, quindi, di cambiare maggioranza in corso d’opera. Questo non esclude la possibilità – che ho peraltro praticato – di rafforzare il dialogo con l’intero schieramento politico, certo come sono che solo nella condivisione dei problemi, è possibile trovare delle soluzioni coerenti ed efficaci per la nostra comunità”.

“Desidero anche ringraziare le migliaia di persone che, in questi giorni, mi sommergono di attestati di stima e di solidarietà – continua a scrivere – Ne sono commosso. Ritengo che la politica debba riuscire a fare soprattutto questo: restituire speranza ai cittadini, ai giovani e alle donne di questo Paese, che sta vivendo una situazione di profonda crisi, non solo economica, ma culturale e civile, come il Presidente della Repubblica – che onora la nostra Terra con la Sua presenza, in questi giorni – sottolinea costantemente. Questa è la mia prima, viva gratificazione: aver creato un rapporto diretto con migliaia e migliaia di persone. Persone che vivono bisogni veri, profondi, di un cambiamento reale che riguardi la loro prospettiva di futuro. Per rendere loro un servizio, per cercare di migliorare le loro condizioni di vita, ho accettato di scendere in campo, due anni fa, perché so – come diceva Paolo VI – che la politica, se vissuta e praticata per il bene comune, può essere la più alta forma di carità verso il prossimo. Nel momento in cui ho cercato di porre mano ad una riforma seria dell’Amministrazione Provinciale, che rispondesse alle regole della funzionalità, dell’efficacia e della trasparenza, sono prevalse logiche che non mi appartengono. Queste sono state le ragioni delle mie dimissioni”.

“So che i cittadini – ed è quello  che mi interessa – le hanno comprese. Sono pronto a qualsiasi tipo di dialogo – conclude – ma a una condizione: dev’essere costruttivo, coerente e soprattutto limpido”.

Redazione

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