Passerà alla storia come il sindaco più odiato d’Italia e più attaccato alla sua poltrona. I suoi concittadini gli hanno pure fatto il funerale ma è “duro” a comprendere che è giunta l’ora di andarsene. Una bara bianca portata in corteo con sopra alcune rose candide e la scritta ‘Non fiori, ma opere di bene (comune)’. E’ questo il simbolo della protesta dei circa 300 cittadini di Parma, capeggiati dal gruppo degli ‘indignados’, che hanno manifestato sotto le finestre del Comune dove è tornato a riunirsi il consiglio comunale, rimasto in stand-by per 48 giorni, dopo il terremoto giudiziario dell’inchiesta “Green money”. I cittadini sono tornati dunque sotto il portico del Grano armati di campane e trombe per celebrare il “funeral party” della giunta comunale targata Vignali. “Dimissioni”, “Parma libera”, “fuori la mafia dal Comune”. Sono questi gli slogan che i manifestanti hanno scandito al megafono, mentre in aula i consiglieri hanno lavorato ad una seduta piuttosto tesa che include anche la discussione della delibera sull’assestamento di bilancio. In piazza i cittadini hanno avviato la raccolta di firme a sostegno della petizione che chiede al sindaco Pietro Vignali di dimettersi.
Il futuro del centrodestra italiano torna al centro del dibattito politico. La recente approvazione, da…
di Gabriella Izzi Benedetti * San Francesco d’Assisi, a cui è dedicato il…
Cinquemilasessantanove vittime, migliaia di feriti, centinaia di edifici crollati e oltre 1.300 scosse di assestamento.…
Per chi si interroga su cosa vedere a Siena, due luoghi si distinguono per la…
Un viaggio lungo cinquant’anni nel mondo dell’informazione, tra radio libere, televisione, cronaca, cultura e grandi…
Un forte terremoto di magnitudo 7.3 ha colpito il Pacifico al largo delle coste meridionali…