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Filettino, capitale della rivolta dei piccoli comuni tagliati da Tremonti

I piccoli comuni rispondono con una provocazione al taglio effettuato dal Governo. E a Filettino in provincia di Frosinone si pensa al Principato tant’è che la proposta è giunta anche al Principe Emanuele Filiberto di Savoia, che però ha declinato con molta cortesia. Ma il primo cittadino di Filettino, Luca Sellari, non si è arreso. Vuole ripristinare il principato autonomo come era nel ‘600. Così punta ad un altro papabile principe: Carlo Giovannelli. Intanto il battagliero Sellari guiderà la “Lega dei piccoli Comuni” il prossimo 2 settembre. Per quella data, infatti, si sono dati appuntamento nel borgo simbruino gli amministratori dei circa duemila mini-municipi a rischio soppressione. E, al posto dell’ampolla del dio Po, potranno sempre invocare la leggenda del re Anio, da cui prende il nome il fiume dell’Aniene, che nasce proprio tra le grotte del Pertuso, fra Trevi nel Lazio e, appunto, Filettino. Anche i 25 micro-Comuni della provincia romana parteciperanno al raduno del “little-pride”, la sfilata dell’orgoglio dei piccoli organizzato in Ciociaria. Non dovranno fare molta strada, perché 18 dei 22 borghi finiti nel mirino della riforma appartengono infatti alla confinante Comunità montana dell’Aniene, il comprensorio più colpito dell’hinterland capitolino con il 60% dei suoi 31 municipi che potrebbe scomparire. Una zona dove già il reddito pro-capite è di oltre un quarto in meno (il 73%) rispetto alla media nazionale. Risultato: alti tassi d’invecchiamento e pendolarismo, con conseguente spopolamento. Neppure le più basse quotazioni del mercato immobiliare provinciale (il valore medio, infatti, è di meno della metà di quello del resto dell’hinterland: mille e 218 euro a metro quadro contro 2 mila e 878 euro) rendono appetibile il trasferimento in questa area ad est della capitale. In quelli vicini alla fatidica soglia dei mille, come Anticoli Corrado (969 residenti), Sambuci (966) e Mandela (947) gli “emigranti di ritorno”, che in questi giorni di ferie stanno rianimando i piccoli borghi natii, si dicono pronti a fare le valigie e riprendere la residenza nei loro vecchi Comuni pur di salvarli dalla scure della riforma.

Redazione

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