In manette il boss della ‘ndrangheta Francesco Pesce detto: “Ciccio u testuni”. I militari dell’Arma diretti dal Tenente Colonello Carlo Pieroni e quelli del Reparto Operativo Speciale diretti da Stefano Russo assieme allo squadrone eliportato di Vibo Valentia, hanno localizzato il rifugio del giovane boss in un bunker, all’interno di un’azienda agricola nei pressi della Strada a scorrimento veloce che collega il Tirreno con la Jonica nei pressi della periferia di Rosarno nel Reggino. Francesco Pesce, esponente di spicco dell’omonimo, storico, clan di Rosarno, era latitante dallo scorso anno, quando riuscì a dileguarsi nel corso dell’operazione “Crimine”. La cugina – che per per alcuni mesi ha collaborato con i magistrati – lo ha descritto come il vero capo della ‘ndrina di Rosarno. Con l’arresto del rampollo del clan Pesce i militari dell’Arma sono riusciti a mettere le mani su uno dei boss più in crescita nel panorama criminale reggino. Pesce, 31 anni (classe 1978), detto “Ciccio Testuni”, è considerato a ragione il nuovo boss della cosca, essendo figlio, peraltro, del mammasantissima Antonino Pesce, attualmente detenuto nel carcere di Secondigliano.
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