L’euforia iniziale è andata via via stemperandosi nel corso della seduta Gli indici di Piazza Affari, a mezz’ora dall’avvio delle contrattazioni, parlavano di un Ftse Mib salito del 4,8%, con buone performance soprattutto per i bancari. L’indice poi è arretrato di un paio di punti, per precipitare in seguito allo 0,5% arrivando infine in territorio negativo, con un -1,3% a cui sono seguite continue oscillazioni sopra e sotto lo zero. Sul paniere di riferimento prevale il segno meno, con alcune eccezioni in campo bancario. Tra queste Banco Popolare (+2,71%), Bpm (+2,12%) e i colossi Intesa Sanpaolo (+1,46%) e Unicredit (+0,94%), che appaiono piuttosto volatili. Forti vendite su Fiat Industrial (-5,04%) e Fiat (-4,8%), che scontano le previsioni di Bofa Merril Lynch sulle vendite di veicoli nel secondo semestre, negative per tutti i costruttori europei. Segno meno per Eni (-0,52%), mentre la raccomandazione d’acquisto di Barclays favorisce Telecom (+1,12%). Positiva Generali (+1%), oggetto di raccomandazioni favorevoli da parte degli analisti finanziari.
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