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Nencini promuove in Toscana il voto ai sedicenni

Riccardo Nencini, segretario nazionale del PSI, è l’ideatore, nella sua veste di assessore della Regione Toscana, di un progetto di riforma relativo al decentramento e alla partecipazione. Il documento preliminare è stato ieri approvato dalla Giunta regionale e presto, una volta terminato l’iter consiliare, diventerà legge. Si tratta di un “unicum” in Italia, perché la riforma interviene per favorire nuove forme e nuove esperienze di decentramento in un quadro nazionale che prevede, di fatto, la cancellazione degli ambiti circoscrizionali. Il primo obiettivo, spiega Nencini, è quello di produrre norme a sostegno dello sviluppo di nuove forme e strutture di decentramento partecipativo: per evidenti ragioni, la Regione non può sostenere la creazione di nuove strutture amministrative, che tocca ai Comuni promuovere e gestire con risorse proprie, garantendone la continuità; la Regione può invece favorire lo sviluppo di nuove forme e nuove esperienze di decentramento. Ma l’aspetto più innovativo riguarda senza dubbio la sperimentazione e la promozione del voto ai sedicenni nei nuovi organismi decentrati. A tal fine si prevede che il sostegno regionale alle attività di questi nuovi organismi sia strettamente condizionato alla previsione che, per l’elezione degli stessi, sia garantito il diritto di voto ai giovani che abbiano compiuto 16 anni di età. Un terzo e più generale obiettivo è quello di promuovere ulteriori momenti di allargamento dei confini della cittadinanza, valutando la possibilità di un coinvolgimento degli immigrati regolarmente residenti nella vita e nelle attività dei nuovi organismi decentrati. “L’individuazione di nuove forme di partecipazione – spiega Nencini – è un passaggio cruciale per rifondare le basi della nostra democrazia. Consentire il voto ai sedicenni significa soprattutto creare un nuovo tipo di cittadinanza attiva, una maggiore consapevolezza e coinvolgimento nelle giovani generazioni che rappresentano il domani dell’Italia. È un progetto fortemente riformista, che sta sulle stesse frequenze di analoghe esperienze già rodate nel resto d’Europa e che i socialisti rilanceranno con forza attraverso una campagna di informazione pubblica a partire da settembre”.

Redazione

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