Il costo dell avita sale vertiginosamente, i fatturati delle aziende calano, gli stipendi sono in stallo e l’economia non riparte. E’ crisi. E l’Italia che fa? La classe politica come risolve il problema? Aumentando le tasse. Ed ecco che da Nord al Sud al Centro scoppia la rivolta delle tasse. Ad Andria in Puglia sono scesi in piazza anziani signori e mamme con bambini, a Macerata nelle Marche la protesta corre sul web, malumori si levano dalla provincia di Massa Carrara in Toscana fino ad Agrigento in Sicilia. Ad essere prese di mira soprattutto le tasse comunali e l’odiosa tarsu, sigla nota a tutti che sta per  tassa sui rifiuti solidi urbani. In tre anni, dal 2008 e il 2010 il rincaro medio nelle venti città capoluogo di Regione è stato del 7,6 per cento. Significa che una famiglia media, di quattro componenti, che vive in una appartamento medio di 80 metri quadrati e che ha un reddito imponibile Irpef di 36 mila euro, tre anni fa si vedeva recapitare una bolletta di 194 euro e oggi deve sborsare 209 euro, circa 15 euro in più. Il caso clamoroso e imbarazzante è Napoli. In tre anni la Tarsu è cresciuta del 48 per cento e il cittadino medio, sommerso dai rifiuti e dalle rivolte, paga 336,80 euro all’anno, la cifra più alta tra i capoluoghi. Roma e Venezia in quattro anni hanno messo a segno aumenti vicini al 30 per cento. Città, sporche o pulite che siano, rispondono ad una sola parola d’ordine: aumentare. Così è pronta a farlo Milano, se ne discute a Palermo, mentre Roma ha già deliberato un aumento del 12 per cento rispetto al 2010 (in media si pagano già 317 euro), Venezia ha raggiunto i 325 euro medi (+ 23,6 per cento rispetto al 2010), Aosta ha già deliberato per il 2011, rispetto all’anno precedente, un aumento del 9,3 per cento, Trento del 9,3 per cento, Genova del 6,5 per cento ed anche Bologna non ha rinunciato a mettere nero su bianco un contestato rincaro del 5,1 per cento. Ma i tributi locali sono tanti e a volte bizzarri. Il 10 per cento dei defunti Eca (enti comunali di assistenza) e un occulto prelievo provinciale. La longa manus fiscale delle province, enti per molti destinati a sparire, fa gravare sull’importo della Tarsu una sovratassa che va dall’1 al 5 per cento e si chiama Tributo per l’esercizio della funzione ambientale (Tefa). Ebbene la stragrande maggioranza delle province (86 amministrazioni su 106) applica l’aliquota più alta. Per 5,8 milioni di contribuenti oltre al danno di pagare sempre di più anche la beffa di aver pagato indebitamente e di non essere stati ancora rimborsati. Molti comuni, infatti, invece di far pagare la Tarsu, che è una tassa, impongono la Tia (o Tari) che è una tariffa e su questa fanno pagare l’Iva. La Corte costituzionale, nel luglio scorso, ha stabilito che la Tia è semplicemente una tassa mascherata e dunque su di essa non può gravare l’Iva. Il conto è di 933 milioni, 161 euro pro capite, che 1.193 Comuni del Centro Nord dovranno restituire.

Redazione

Recent Posts

Allarme bomba su numerosi voli in Europa: caccia in volo e aerei dirottati

Una nuova ondata di allarmi bomba ha interessato diversi voli nei cieli europei, facendo scattare…

2 ore ago

Milano: arriva la magia del Circus Wow

Dopo il grande successo nelle principali città italiane, il Circus Wow arriva finalmente a Milanofiori…

4 ore ago

Scopri come funziona il rinofiller, quali sono i suoi benefici e come può contribuire a migliorare l’armonia del profilo nasale

Il rinofiller è un trattamento di medicina estetica non chirurgico che permette di migliorare l'armonia…

5 ore ago

Olbia. Guardia Costiera, cordoglio per la scomparsa del Sottocapo Aiutante Romeo

Il Comandante Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, a nome di tutto il…

5 ore ago

Torino. Askatasuna, blitz della Polizia contro gli antagonisti: scattano le misure cautelari

TORINO – La Polizia di Stato sta eseguendo dalle prime ore di questa mattina una…

6 ore ago

Gas ancora in calo: prezzi giù del 3,9% ad Amsterdam, ma pesano clima e tensioni geopolitiche

Il prezzo del gas continua a scendere sui mercati internazionali. Alla Borsa di Amsterdam, punto…

6 ore ago