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Arrestato per bancarotta Vittorio Cecchi Gori

Il produttore è finito in manette lunedì, nella Capitale, con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Finanzieri del Comando provinciale delle Fiamme Gialle di Roma hanno eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Già nel 2008, Cecchi Gori – coinvolto in una lunga inchiesta sul fallimento di due delle sue società – era stato arrestato, quindi aveva trascorso 4 mesi tra carcere e arresti domiciliari. Con l’ intermezzo di un ricovero per motivi di salute e del successivo intervento in una clinica. Nell’ottobre dello stesso anno aveva riottenuto la libertà. Il precedente ordine di custodia cautelare in carcere per Vittorio Cecchi Gori era scattato il 3 giugno 2008 per il fallimento della Safin Cinematografica: un crac da 24 milioni di euro che gli era costato una prima accusa di bancarotta. Poi, però, il gip Guicla Mulliri, su istanza degli avvocati Massimo Biffa e Antonio Fiorella, aveva deciso che non sussistevano più i presupposti della detenzione preventiva e aveva revocato i “domiciliari”, l’ ultima misura a cui era stato sottoposto l’ imprenditore. Il processo per il fallimento della Safin, che gestiva le sale cinematografiche, tra cui il cinema Adriano a Roma, era poi iniziato il 5 dicembre 2008. Parallelamente, un altro procedimento coinvolgeva il produttore: quello per il fallimento della Fin.Ma.Vi, considerata la “cassaforte” del gruppo Cecchi Gori. Ed è in questo ambito che è maturato il nuovo arresto: lo ha disposto il Tribunale capitolino, su richiesta dei sostituti procuratori Stefano Fava e Lina Cusano, coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi. L’imprenditore cinematografico è indagato per bancarotta nell’inchiesta riguardante il fallimento della Fin.Ma.Vi. e di altre società del gruppo Cecchi Gori. Nel corso delle investigazioni era emerso che Cecchi Gori aveva distratto i beni del patrimonio sociale della Fin.Ma.Vi. spa, causando un passivo fallimentare di circa 600 milioni di euro “attraverso strumentali operazioni di finanziamento a favore di altre società a lui riconducibili, tra cui due società statunitensi” (la Cecchi Gori Pictures e la Cecchi Gori Usa). Proprio queste due società americane, nel marzo del 2011 hanno vinto una causa legale intentata negli Stati Uniti nei confronti della Hollywood Gang Production del produttore italo-americano Gianni Nunnari. Il giudice della California ha pertanto ordinato alla società di Nunnari di corrispondere alle due società americane di Cecchi Gori la somma di circa 14 milioni di dollari, immediatamente sottoposta a sequestro dal Tribunale di Roma, al fine di metterla a disposizione della procedura fallimentare per la soddisfazione dei creditori della Fin.Ma.Vi.

Redazione

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