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Roma, ora è possibile completare l’anello ferroviario

Con la firma dell’atto d’obbligo, apposta alla presenza del notaio Federico Basile e del sindaco Gianni Alemanno, è stato raggiunto un obiettivo storico: dopo più di 50 anni, si riescono a delocalizzare gli operatori che, a causa dei lavori per le Olimpiadi del 1960, furono spostati da diverse aree di Roma nella zona dell’anello ferroviario. Fino ad oggi non è stato possibile completare l’anello ferroviario proprio a causa della persistenza di queste imprese sull’area del tracciato ferroviario, in corrispondenza di Tor di Quinto lungo via Camposampiero. Con la firma fra Roma Capitale e il Consorzio “Due Ponti Rilevato Ferroviario” è stato quindi stabilito che gli operatori, le cui attività imprenditoriali insistono ora nell’area dell’anello ferroviario, si sposteranno da via Camposampiero al Print di Prima Porta, area di circa 26 ettari. Viene così liberata un’area di interesse strategico per il sistema della mobilità a Roma che consentirà la chiusura dell’anello ferroviario. Si tratta del completamento del tratto settentrionale dell’anello ferroviario di Roma che, insieme alla realizzazione di un nuovo ponte sul Tevere, permetterà di allacciare la linea esistente – proveniente dalla stazione San Pietro e interrotta a Vigna Clara – sia alla linea nazionale fra Roma e la direttrice Firenze-Bologna-Milano sia alla linea regionale Fara Sabina–Fiumicino Aeroporto. I principali benefici che scaturiranno dall’attuazione dell’accordo sono: la progressiva riduzione di una parte del traffico merci proveniente da nord; il potenziamento delle linee ferroviarie regionali e urbane;  la realizzazione di una nuova fermata urbana a Tor di Quinto (oltre a Pineto e Vigna Clara), dove esiste già la stazione della linea ferroviaria regionale Roma – Civita Castellana – Viterbo e dove il PRG prevede la realizzazione di un nodo di scambio intermodale. Questi obiettivi, che restituiranno alla città un’area di snodo ferroviario, sono gli elementi fondamentali del programma di interventi previsti nel progetto olimpico Roma 2020 di riqualificazione del quadrante di Tor di Quinto, inserito nel più ampio contesto del Parco Fluviale Olimpico. A ridosso delle aree in questione, si prevede, infatti, la realizzazione del villaggio per gli atleti, che dovrà essere necessariamente collegato agli impianti distribuiti nel territorio romano attraverso un’efficiente sistema di trasporti di cui l’anello ferroviario è componente indispensabile. Il Nodo di Scambio di Tor di Quinto, oltre a rappresentare la porta di accesso al Parco Fluviale, durante l’evento Olimpico consentirà alle migliaia di addetti al Villaggio Olimpico una rapida e comoda accessibilità al sistema del trasporto pubblico. Con il completamento dell’anello ferroviario, consentendo la separazione dei flussi di traffico a lunga percorrenza da quelli a carattere regionale, si realizzerà l’integrazione del Nodo di Roma con la rete nazionale, che è uno degli interventi infrastrutturali strategici per la Candidatura ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Roma 2020.

Redazione

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