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Palermo, arruolavano moglie e figli per commettere le rapine

Per mettere a segno alcune rapine non hanno esitato a portarsi appresso mogli e figli, anche neonati. Un escamotage per evitare i controlli delle forze dell’ordine e garantirsi la fuga subito dopo i colpi. E’ uno dei retroscena dell’operazione messa a segno all’alba di oggi dai carabinieri, che hanno eseguito 10 misure cautelari in carcere a carico di altrettanti soggetti, sgominando una banda specializzata in rapine ai distributori di carburanti e furti in ville, messi a segno lungo il litorale orientale della provincia di Palermo. Le indagini sono scattate lo scorso febbraio, quando cinque malviventi con il volto coperto e armati di coltelli, minacciarono il gestore di un distributore di benzina in contrada Madonna a Trabia. Da quel giorno raid simili si sono ripetuti ai danni di una rivendita di tabacchi a Santa Flavia e di un altro benzinaio di Trabia. Fino ad arrivare allo scorso 27 aprile, quando ad essere presa di mira fu la filiale Unicredit di Campofelice di Roccella. In quella occasione i banditi non esitarono a puntare un coltello alla gola di un dipendente, ferendolo.  Prima di questo colpo, però, la banda aveva subito uno stop, a causa dell’arresto in flagranza di tre degli odierni indagati per la rapina a un distributore di carburante di Trabia. Nello stesso periodo gli investigatori hanno accertato come la banda fosse riuscita a compiere anche una serie di furti in abitazioni e ville rurali a Termini Imprese e Cerda, portando via prevalentemente attrezzi agricoli, rubinetteria in rame e utensili vari.  Nella banda, i cui membri erano legati da vincoli familiari e dall’assidua frequentazione, alcuni soggetti avevano il compito di organizzare di volta in volta il “colpo”, studiando le vittime e i luoghi mediante dei veri e propri sopralluoghi. Mentre altri si occupavano di commettere le rapine (cinque quelle a mano armata scoperte dagli investigatori) e i furti, che nel linguaggio criptico della gang diventavano “lavoro”, mentre le armi “chiavi” e “motori”, le forze di polizia “zia”.

Redazione

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