Categories: Lazio

Tagli alla povera gente e non ai politici

La manovra appena approvata da 70 miliardi, che si abbatterà tra ticket e superbolli su famiglie e risparmiatori, nel testo definitivo rinvia e in qualche caso annulla i buoni propositi di chi l’ha scritta. Il colpo grosso è andato in scena nel chiuso delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio al Senato sulla norma più attesa. Proprio quella che avrebbe dovuto equiparare le indennità parlamentari a quelle dei paesi Ue. Falcidiata tra la notte del 12 e il 13 mattino grazie a un paio di emendamenti targati Pdl. Il testo originario di Tremonti prevedeva (dalla prossima legislatura) l’equiparazione delle attuali indennità parlamentari italiane a quelle dei 17 paesi dell’area euro. A conti fatti, per passare dall’attuale “trattamento economico” base (al netto delle varie voci accessorie) di quasi 12 mila euro mensili lordi dei nostri parlamentari, ai 5.339 euro della media europea, com’è stata di recente calcolata dal Sole 24 ore. Risultato: Camera e Senato che oggi sborsano circa 144 milioni all’anno per le indennità, ne avrebbero spesi solo 62 milioni, meno della metà (il 53,5% in meno). E invece, viene azzerato o quasi quel risparmio da 82 milioni. Come? Grazie a due colpi sottobanco. L’emendamento 1.1 del relatore in commissione, il pidiellino Picchetto, che prevede intanto un adeguamento della paga a quella non dei 17 paesi euro, ma dei “sei principali” paesi Ue, quindi dei più grandi. Infine, con l’emendamento 1.2 del duo siciliano (sempre PdL) Fleres-Ferrara, con cui viene sancito che in futuro l’adeguamento andrà fatto in base alla “media”, sì, ma “ponderata, rispetto al Pil” di quei paesi. Dovrà tener conto cioè non del numero dei cittadini, ma della ricchezza dei sei paesi. Sta di fatto, protesta il senatore Pd Francesco Sanna che si è battuto in commissione, “che con il sistema prescelto da maggioranza e governo la riduzione, se ci sarà, sarà lievissima”. Anzi, con la media “ponderata al Pil”, non sarà neanche detto che la decurtazione ci sarà. Scomparsa la norma che cancellava i vitalizi dei parlamentari che – grazie ai 2.238 assegni staccati ogni mese da Camera e Senato per gli “ex” – comportano un esborso annuo da 218,3 milioni di euro: ben più che per gli onorevoli in servizio. Mai messa nero su bianco quella annunciata sull’azzeramento delle indennità da 2.243 euro dei ministri (che si somma a quella da parlamentare) che avrebbe consentito di risparmiare 100 mila euro al mese, dunque un milione e 200 mila euro l’anno. Ha vissuto solo un paio di giorni sui giornali. Le auto blu – che sono oltre 15 mila e costano 1 miliardo di euro l’anno – non potranno avere in futuro una cilindrata superiore a 1.600, ma quelle in servizio saranno tenute fino alla rottamazione. I rimborsi elettorali ai partiti per le elezioni, che pesano per 180 milioni di euro, saranno ridotti, ma solo “dalla prossima legislatura” e solo del 10 per cento: 18 milioni appena di risparmio. Il voto di ogni tedesco oggi viene ripagato ai partiti con 38 centesimi, in Italia continuiamo a viaggiare sui 3,5 euro. Il rigore sulla politica può attendere.

Redazione

Recent Posts

Elezioni USA, Trump perde il Congresso: «Se fossi stato candidato avremmo vinto a valanga»

Una notte elettorale che ridisegna gli equilibri politici degli Stati Uniti. Le elezioni di metà…

31 minuti ago

Cerchi una location per feste 18 anni a Roma? Scopri le migliori soluzioni per una serata speciale, tra musica, divertimento e allestimenti personalizzati.

Compiere 18 anni è un traguardo importante, un momento che merita di essere celebrato con…

2 ore ago

Midterm negli Stati Uniti, Gianluca Pizzo dal Texas: “Per l’America non cambia nulla, Trump resta al comando”

Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti consegnano ai Democratici un risultato importante, con…

2 ore ago

Yair Golan: «Netanyahu ha perso le elezioni». L’esponente israeliano avverte sui rischi di isolamento internazionale

Yair Golan, leader del partito israeliano I Democratici ed ex vice capo di Stato maggiore…

2 ore ago

Gianna Nannini torna il 6 novembre con “Giannagold”

Milano – Sono 29 le perle del suo repertorio che Gianna Nannini ha voluto per…

3 ore ago

Midterm 2026, i democratici conquistano il Senato e avanzano alla Camera: storica vittoria in Texas, Trump perde il controllo del Congresso

Dagli Stati tradizionalmente repubblicani alla battaglia sul costo della vita, passando per la guerra con…

4 ore ago