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Gioia Tauro, lo sfascio in vista per gli alluvionati

Sono trascorsi oltre nome mesi dall’alluvione del novembre 2010 che ha letteralmente devastato interi quartieri di Gioia Tauro nel Reggino provocando danni incalcolabili all’economia e per fortuna nessuna vittima. Ad oggi il problema rimane “pesantemente” in piedi, dalla questione lavori per la messa in sicurezza del torrente Budello e quella relativa ai criteri con cui verranno erogati i risarcimenti, quando verranno erogati! Ad oggi il Comune non ha ancora provveduto ad erogare quasi nulla. Entro luglio, forse, dovrebbero esserci 500 mila euro erogati dall’assessorato alle Politiche sociali della Regione Calabria come parziale ristoro dei danni subiti. Una cifra marginale se si considera il numero di persone danneggiate. Se i cittadini piangono le aziende non ridono. Il sindaco sta attendendo risposte dall’assessore regionale alle Attività Produttive Antonio Caridi, per trovare degli strumenti che siano di aiuto per le imprese messe in ginocchio dall’alluvione. Ma ancora nulla all’orizzonte. Il tutto mentre il Porto muore e molti dei portuali perderanno il lavoro, oltre ad aver perso molto ed in alcuni casi tutto nell’alluvione. Per non parlare poi della messa in sicurezza: una chimera. Qualche lavoro dovrebbe essere effettuato dalla Provincia. Si tratta di opere per 698 mila euro ma riguardano soltanto la parte finale del torrente. Il problema è invece a monte dove ancora non è stato fatto nulla e la situazione è ancora più pericolosa di prima. In effetti il 30 giugno scade il bando della Provincia per aggiudicarsi i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del Budello, mentre sarebbe ancora alla fase della progettazione preliminare l’intervento da circa 4 milioni di euro che dovrebbe risolvere con interventi più incisivi i problemi del torrente. Il tutto mentre da venerdì ripartono i tributi comunali anche per gli alluvionati, salvo interventi dell’ultima ora e mentre il sindaco Bellofiore rischia di perdere i 42 milioni dei Pisu, piani di sviluppo. Insomma all’orizzonte nulla di positivo. Gioia Tauro langue e la classe politica latita impotente.

Redazione

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