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Napoli, la città sommersa di rifiuti primo fallimento per De Magistris

“Chiamate il Prefetto. Non ci muoviamo da qui finché la situazione non è risolta”. I suoi cinque giorni stanno scadendo, i suoi annunci su Napoli pulita rischiano di finire nello stesso album di quelli di Berlusconi. Lui non ci sta. Forse ha fatto il passo più lungo della gamba, ma chiama il Prefetto Andrea De Martino e gli strappa un vertice notturno. Dal quale, annuncia, “non mi allontanerò senza aver avuto la certezza che gli impegni presi nei giorni scorsi vengano rispettati da tutti”. È chiarissimo il tentativo di non rimanere col cerino in mano di un accordo da lui vantato, ma le cui chiavi erano in possesso di altri. “La soluzione – ricorda il sindaco – era stata trovata grazie ad un accordo fra Prefettura, Regione, Provincia e Comune. Avrebbe consentito di liberare Napoli dai rifiuti in 5 giorni, prevedendo anche la realizzazione di un sito di trasferenza nella stessa città. Questa soluzione purtroppo sta naufragando e non per responsabilità del Comune di Napoli. L’accordo c’era. Poi nessuno può mettere in preventivo che arrivino atti illegittimi da parte delle istituzioni”. Imputato numero uno, il sindaco di Caivano: la cittadina a nord di Napoli era destinataria di uno dei siti decisi nel piano. Il sindaco Antonio Falco l’ha chiuso. La Provincia ha dovuto cedere, quella ordinanza è contestabile solo davanti al Tar. Caivano resta chiusa, buonanotte ai cinque giorni. “Cinque giorni, cinque giorni – si sfoga de Magistris – Io avevo detto che ne bastavano quattro. Poi ci siamo tenuti larghi. Ma se ci sono i boicottaggi come si fa? Ci hanno anche rotto un compattatore”. A terra 2400 tonnellate, 10.000 in provincia, insomma nessun miglioramento. E nei corridoi, oltre agli auguri, qualche sussurro: “I rifiuti gli hanno scassato il compleanno”. Allusione all’orma celebre suo slogan, lo “scassiamo tutto”, col quale è andato a vincere le elezioni. A lui non è restato che chiudersi in studio. Ad attenderlo, subito, anche un’altra grana tutta sua. Nella notte la raccolta aveva rallentato notevolmente per la protesta dei dipendenti della ditta che serve proprio il centro storico. Brutta storia. Non erano arrivati gli straordinari, dai depositi erano usciti meno della metà dei mezzi. Anche di questo bisogna parlare col Prefetto: “Lo so. A rendere impossibile l’obiettivo stabilito ci sono anche fatti inquietanti che hanno impedito la raccolta dei rifiuti e che sono stati già segnalati alle forze dell’ordine”. Siamo alle solite. Intimidazioni agli autisti, anche a quelli che andavano a lavorare. “É stata disposta una vigilanza – dice il sindaco – da parte delle forze dell’ordine verso i mezzi di raccolta della spazzatura. La verità è che questa amministrazione sta rimuovendo “incrostazioni” ventennali determinando risposte di sabotaggio”.  I suoi cinque giorni però scadono oggi. “La situazione è drammatica – dice – ma siamo determinati ad operare senza alcun tentennamento. Per questo sono stati rinviati tutti gli appuntamenti che mi avrebbero costretto a lasciare Napoli”. È un impegno improbo. “Col senno di poi – riflette Sodano – non dico che siamo pentiti, ma averlo detto ha scatenato il tentativo dei malintenzionati di far fallire il piano. Ma ora basta, dobbiamo renderci più autonomi possibile”. Il sindaco conferma: “Ho un piano”. Ma alle 21 Sodano è già in viaggio verso la Prefettura mentre lui, De Magistris, compare alla trasmissione di Gad Lerner e svela parte della missione: “Noi abbiamo già deliberato un aumento della differenziata, dal primo luglio ci sarà una campagna pubblicitaria in città, ma ora bisogna risolvere questa situazione, e c’è una legge regionale che dà poteri a Regione e Provincia”. Insomma il Comune cerca di mettere all’angolo gli altri due palazzi. Mentre il presidente della Regione Stefano Caldoro invoca lo stato di emergenza dal governo e quello delle Provincia Luigi Cesaro, stoppato dai Comuni, si chiede se “non sia il caso di cambiare registro”. Intanto però anche il tempo di de Magistris si dilata: “Siano convinti che possiamo farcela – aggiunge a Lerner – nei prossimi giorni, nelle prossime settimane”.

Redazione

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