Corruzione in atti giudiziari. Con quest’accusa è in carcere anche la mamma della bambina infilata nell’asciugatrice dal patrigno il 3 marzo scorso a Udine. La donna, M.I.M.R., 28 anni, di origine colombiana ma residente a Udine, secondo gli inquirenti avrebbe pagato il compagno per indurlo a ritrattare le dichiarazioni rese subito dopo il suo arresto con cui gettava sulla madre l’ombra di presunti maltrattamenti nei confronti della piccola. Elementi che, insieme ad altri riscontri, avevano indotto il Tribunale dei Minori di Trieste a togliere la bambina alla madre.
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