Da tutta Europa per chiedere concessioni agli omosessuali. Una marcia colorata, capeggiata dal governatore pugliese Nichi Vendola insieme a Vladimir Luxuria e Paola Concia a tratti eccessiva, trasgressiva e sulle note della madrina, l’istrionica Lady Gaga, con l’obiettivo di superare il “gap antistorico” basato su un orientamento sessuale che discrimina ed emargina. Roma, città tollerante aveva anticipato il sindaco Gianni Alemanno, ha accolto la comunità rainbow che ha invaso le strade del centro con i costumi osè delle drag queen, i manifesti di Amnesty International, i genitori di figli gay, i figli di genitori dello stesso sesso, il composito mondo dei trans, gli attivisti omosessuali insieme a quegli etero. Il tutto nello stile inconfondibile dei pride, reso più speciale quest’anno dalla partecipazione di un ospite d’eccezione: la pop star Lady Gaga, la cantante più famosa e ricca del pianeta, bisessuale e da tempo trasgressiva sostenitrice dei diritti delle diversità sessuali. Mentre la parata percorre Roma, da Piazza della Repubblica a Circo Massimo, a San Giovanni vanno in scena i nemici dell’Europride. “No al gay pride, sì alla famiglia” si legge su alcuni cartelli di Militia Christi. E al Colosseo striscioni di protesta di Forza Nuova.
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