L’Akp, l’islamico-moderato Partito per la Giustizia e lo Sviluppo guidato dal premier Recep Tayyip Erdogan, conquista il 51,3% dei voti ma viene penalizzato dall’aumento dell’opposizione nell’acquisizione dei seggi che in questo momento sono il minimo storico mai conseguito, ossia 328, insufficiente per portare avanti da soli le riforme costituzionali. La quota minima per approvare leggi costituzionali è di 330 deputati, con il successivo ricorso al referendum. In questo momento Erdogan dovrà sempre cercare l’appoggio di un altro dei partiti in parlamento. Bene l’opposizione, il Chp, il Partito repubblicano del Popolo è al 24,7%, con 135 seggi. Ottima la prova del Mhp, il Partito nazionalista, che tiene sul 13,4% nonostante lo scandalo sessuale che lo ha travolto e ha al momento 57 seggi. Gli indipendenti sono al momento a 31 seggi. Di certo per il momento si sa che in parlamento entrerà la passionaria della causa curda Leyla Zana, che a Diyarbakir avrebbe fatto il pieno di preferenze.
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