Il Supremo tribunale federale di Brasilia ha rigettato il ricorso del Governo italiano contro la decisione dell’ex presidente Lula, che ha bloccato l’estradizione di Cesare Battisti. Una decisione che però non pregiudicava definitivamente la possibilità che l’ex terrorista fosse estradato. La Corte ha poi dibattuto sul rispetto da parte dell’ex presidente Lula del Trattato di estradizione in vigore con l’Italia. Da questa decisione sarebbe dipesa a liberazione di Battisti (in carcere da oltre 4 anni) come da richiesta della difesa. Ebbene, l’Stf ha deciso che non ci sono state violazioni. Battisti quindi non è considerato estradabile e può perciò tornare in libertà. La decisione di liberare Battisti è stata relativamente sorprendente, dopo il rigetto del ricorso. Nell’invitare la Corte ad andare oltre e affrontare la situazione di “una persona che è in carcere da quattro anni”, il giudice Barbosa ha sottolineato che il caso era “chiuso. Non c’è niente in cui lo Stato straniero possa immischiarsi”. La prima reazione italiana è stata quella del ministro della Gioventù Giorgia Meloni (PdL): “La decisione dei giudici supremi brasiliani di non avallare l’estradizione di un criminale come Battisti, così come quella dell’allora presidente Lula, è stata l’ennesima umiliazione inferta alle famiglie delle sue vittime”.
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