Ancora Calabria e Mafia. Sciolto dal Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il Consiglio comunale di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, ”nel quale sono state riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata”. Lo rende noto Palazzo Chigi nel comunicato diffuso dopo il Cdm. Nel Comune di Corigliano Calabro, sciolto oggi dal Consiglio dei Ministri per infiltrazioni mafiose, nel settembre del 2010 si era insediata la commissione d’accesso dopo che in una indagine contro le cosche della ‘ndrangheta era rimasta coinvolta anche il sindaco, Pasqualina Straface, eletta con il centrodestra. La decisione era stata presa dall’allora prefetto di Cosenza, Antonio Reppucci (oggi Prefetto di Catanzaro), che aveva ricevuto la delega all’accesso da parte del Ministero dell’Interno a seguito dell’operazione “Santa Tecla” coordinata dalla Dda di Catanzaro che il 17 luglio del 2010 aveva portato all’arresto di 67 persone, accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, estorsione, usura e sfruttamento della prostituzione. Tra gli arrestati c’erano anche Franco e Mario Straface, fratelli di Pasqualina Straface.
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