Maxi sequestro nella Piana di Gioia Tauro. Sette società, 25 mila metri quadrati di terreno, 15 mila dei quali edificabili, due immobili e disponibilità finanziarie aziendali e personali. Sono questi i beni sequestrati dalla Dia all’imprenditore di Rizziconi Ferdinando De Marte, di 48 anni. Oltre che titolare delle società operanti nel settore oleario, immobiliare ed edilizio, De Marte era uno dei soci che ha costruito il centro commerciale ”Porto degli Ulivi” situato a Rizziconi, successivamente ceduto ad una società svizzera ed al centro di inchieste che hanno vista coinvolta, in particolare, la cosca Crea della ‘ndrangheta. Secondo gli investigatori lo stesso imprenditore sarebbe vicino ai Crea. Da indagini di guardia di finanza e carabinieri, sarebbe emerso che alcune società dell’imprenditore sarebbero state solo delle ”cartiere” create ad hoc per emettere fatture per operazioni inesistenti e ottenere indebiti contributi comunitari. Il primo febbraio 2008, nei confronti di De Marte, il gip di Bologna aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata alla emissione e utilizzazione di fatture false e per l’indebita percezione di contributi comunitari. Recentemente, secondo quanto riferito dagli investigatori, la Procura di Bologna ha chiesto il suo rinvio a giudizio.
Tra le tappe imprescindibili per chi si chiede cosa vedere a Grosseto, Piazza Dante rappresenta…
Nel mercato del lusso il prodotto inizia a parlare prima ancora di essere visto. Un…
Da “slopaganda” a nuova frontiera della comunicazione politica: il caso del video generato con l’IA…
Dopo 62 anni di radio negli Stati Uniti, il grande comunicatore italoamericano originario di Cosoleto…
Un anfiteatro dell’antica Roma, i protagonisti della politica italiana trasformati in personaggi di un’altra epoca…
La cerimonia di premiazione della finale del Mondiale 2026 ha regalato anche un'immagine destinata a…