Si escluse la pista di acquabomber nel caso di una giovane di Caldogno nel Vicentino rimasta intossicata bevendo da una bottiglietta di acqua minerale che emanava odore di varechina. La bottiglia, prelevata in un dispenser della facoltà di Sociologia dell’Università di Padova e aperta dopo un paio di giorni dall’acquisto, non presenterebbe forellini per l’introduzione di sostanze ed è in mano ai medici della Ulss di Vicenza che effettueranno le analisi di rito. Della vicenda è stata investita la divisione anticrimine della Questura di Padova che ha già controllato il dispenser e ha raccolto informazioni sulla vicenda rilevando che nessuna altra bottiglia è risultata avariata così come non sono stati registrati altri malori.
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