Si è svolta (giovedì 8 ottobre 2026), in modalità online, la Lectio Magistralis «Oltre lo Spazio – Persona, ambiente e responsabilità del progetto nello Human habitat Design», tenuta dalla sede di Lipari dall’arch. Francesco Ferrara, Presidente e Coordinatore scientifico della Fondazione habitat umano, nell’ambito del ciclo «Design e Benessere – Quattro Lectio Magistralis», promosso dalla Delegazione Sicilia dell’AIPI – Associazione Italiana Professionisti Interior Designers.
L’incontro è stato coordinato dalla dott.ssa I.D. Carmela Palumbo, Delegata regionale AIPI Sicilia, da Catania, con la partecipazione di rappresentanti dell’Associazione collegati da Milano e professionisti di diverse aree del territorio nazionale interessati alle prospettive di evoluzione del progetto degli ambienti di vita.
Al centro dell’intervento, lo Human habitat Design (HhD) e il concetto di casa assistiva, illustrato quale criterio progettuale emergente dal percorso di ricerca della Fondazione, avviato nel 2019 con i Meeting internazionali Health & Comfort for Human Indoor Life e sviluppato in coerenza con la missione istituzionale dedicata alla salute, alla sicurezza e alla qualità degli ambienti di vita delle persone fragili e delle loro famiglie. La Lectio ha introdotto la persona situata quale riferimento centrale del progetto, considerando l’evoluzione delle condizioni corporee, cognitive, emotive, identitarie e relazionali in rapporto all’ambiente di vita. In questa prospettiva è stato illustrato il concetto di casa assistiva, intesa come criterio progettuale orientato a rendere coerenti le condizioni dell’ambiente domestico con le attività quotidiane della persona, le possibilità di autonomia e i sostegni offerti dal caregiver e dagli operatori.
Il criterio è stato approfondito attraverso il caso emblematico di una persona con fragilità cronica complessa, con particolare riferimento alla patologia di demenza, evidenziando come la qualità dell’abitare dipenda non soltanto dalle caratteristiche fisiche degli spazi, ma anche dall’organizzazione dell’assistenza e dalle condizioni concrete del loro utilizzo.
Una delle proposizioni centrali dello Human habitat Design, sviluppata durante la Lectio, richiama la responsabilità del progettista rispetto agli effetti che le scelte progettuali possono generare sulle persone nel tempo. Il progettista non è chiamato soltanto a configurare spazi, ma ad assumersi la responsabilità delle condizioni che tali spazi determinano nell’esperienza quotidiana delle persone.
«Il progetto non si esaurisce nello spazio che configura. Attraverso lo Human habitat Design intendiamo approfondire le relazioni che l’ambiente rende possibili o ostacola e le condizioni che contribuisce a predisporre per la vita delle persone. È in queste relazioni, considerate nella loro evoluzione nel tempo, che si estende la responsabilità del progetto e che dobbiamo verificarne la qualità», ha dichiarato l’architetto Francesco Ferrara, Presidente e Coordinatore scientifico della Fondazione habitat umano.
In questo quadro, la qualità del progetto non si esaurisce nella conformità tecnica e normativa, ma richiede una verifica delle Relazioni d’Uso, considerando comportamenti, percezioni, possibilità di autonomia, sicurezza, benessere e continuità delle attività quotidiane. Attraverso matrici e diagrammi dei flussi domestici, la Lectio ha rappresentato le interazioni tra persona fragile, caregiver, operatori e ambiente nell’arco delle 24 ore, individuando possibili criticità e condizioni di continuità dell’esperienza abitativa. Il concetto di casa assistiva si collega alla missione – progetto «La casa che cura» della Fondazione habitat umano, dedicata allo sviluppo di un approccio multidimensionale alla vita domiciliare delle persone fragili e dei rispettivi nuclei familiari.
La ricerca approfondisce il rapporto tra programma di vita individuale del paziente complesso fragile, progetto dell’ambiente domestico e reti di assistenza sociosanitaria, nella prospettiva di individuare condizioni e strumenti attraverso i quali l’abitazione possa concorrere alla qualità e alla continuità dei percorsi assistenziali. Nelle conclusioni della Lectio è stata presentata la prospettiva di trasferire gli avanzamenti della ricerca HhD (Human habitat Design) in percorsi formativi professionalizzanti rivolti a progettisti, imprese e pubbliche amministrazioni, con particolare attenzione all’accessibilità, alla qualità ambientale e alla valutazione delle relazioni d’uso.
Al termine dell’incontro, la dott.ssa I.D. Carmela Palumbo, componente del Tavolo Tecnico – Scientifico IDFA – Interior Design for All, ha espresso apprezzamento per il contributo culturale e scientifico offerto dalla Fondazione habitat umano, riconoscendo una significativa convergenza tra il percorso di ricerca Human habitat Design e i principi dell’Inclusive Design. Condividendo la prospettiva sulla responsabilità etica e sociale del progetto sviluppata durante la Lectio, Palumbo ha osservato: «La Lectio ha inoltre rafforzato una consapevolezza che ritengo oggi fondamentale per la nostra professione: il progettista non è chiamato soltanto a progettare spazi, ma ad assumersi la responsabilità degli effetti che quegli spazi generano sulle persone nel tempo. Gli ambienti influenzano comportamenti, relazioni, percezioni, opportunità di autonomia e qualità della vita; per questo ogni scelta progettuale possiede una rilevante dimensione etica e sociale».
La delegata ha inoltre accolto con interesse la proposta dell’architetto Francesco Ferrara di avviare un dialogo tra la Fondazione habitat umano e AIPI, dichiarando: «Sarà mia cura portare tale proposta all’attenzione del Tavolo affinché possa essere approfondita». Tale interlocuzione apre quindi una possibile prospettiva di confronto interdisciplinare sui temi dell’accessibilità, dell’inclusione e della formazione professionale.
Il percorso di ricerca e divulgazione scientifica della Fondazione proseguirà inoltre attraverso la collana dei Quaderni HhD, con la pubblicazione del Numero Zero prevista entro la fine del 2026.
«Oltre lo spazio, la qualità del progetto si verifica nelle relazioni d’uso», è questa la sintesi conclusiva della Lectio Magistralis e l’indirizzo di ricerca attraverso il quale la Fondazione habitat umano intende approfondire il rapporto tra persona, ambiente e responsabilità del progetto.
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